Codice Fiscale: 97508700586


COCCIDIOSI

lunedì 29 dicembre 2008

PIU' IGIENE PER FIDO

Per una buona profilassi si deve tener conto delle normali regole di igiene e pulizia, nonché del grado di affollamento degli animali soprattutto in spazi ristretti come i canili.

I Coccidi sono piccoli protozoi intestinali, appartenenti al subphylum degli Sporozoi, anche detti Apicomplexa per la presenza di un complesso apicale di attacco e perforazione utile per penetrare all'interno dell'ospite. Infatti, essi sono caratterizzati dal compiere alcune fasi del loro ciclo vitale in sede intracellulare ed anche la loro riproduzione presenta aspetti diversi: ci sono due fasi asessuali, schizogonia e sporogonia, che ne assicurano rispettivamente moltiplicazione e maturazione, ed una fase sessuale, la gametogonia, che produce spore, cioè forme di resistenza ambientale. Fra questi parassiti, i responsabili delle coccidiosi dei cani sono rappresentati dal genere Isospora ed i più comuni sono I. canis ed I. ohioensis.

Epidemiologia e Immunità

Le condizioni ottimali per la diffusione delle infezioni da Isospora sono rappresentate dalle lettiere permanenti, soprattutto quando condizioni di affollamento facilitano la trasmissione del parassita. Tuttavia, sembrerebbe anche che questi parassiti si comportino da agenti opportunisti, causando patologia in concomitanza di infezioni virali o in situazioni di riduzione dell'efficienza del sistema immunitario. Comunque sia, a seguito di tale infezione, si sviluppa sempre l'immunità, sebbene vari con la specie.

Ciclo Vitale

Il ciclo vitale dei coccidi è normalmente diretto, cioè fecale-orale: il cane può infettarsi ingerendo delle spore mature dall'ambiente esterno, che vengono rilasciate immature con le feci di un altro cane infetto, ma che, col tempo, maturano all'esterno. Tuttavia, si hanno evidenze in cui il rapporto predatore-preda gioca un ruolo importante. Ad esempio, i cani potrebbero acquisire l'infezione dai tessuti di roditori portatori di parassiti, durante la predazione.

Patologia e Trattamento

Le infezioni da Isospora determinano alterazioni della mucosa intestinale, la cui gravità dipende dalla densità dei parassiti e dalla loro localizzazione a livello di tale mucosa. Infatti, nelle infezioni gravi sostenute da specie localizzate profondamente, la distruzione della mucosa è così massiccia da provocare emorragia, mentre nelle infezioni più lievi e superficiali, il danno consiste in una semplice riduzione dell'assorbimento e dell'utilizzo dei principi nutritivi della dieta da parte della mucosa intestinale. Va comunque sottolineato che, nel cucciolo, le sindromi possono essere piuttosto gravi e di difficile controllo clinico. Il trattamento dovrebbe essere effettuato tempestivamente dopo la diagnosi, al fine di non creare focolai epidemici. La cura, in genere, consiste nella somministrazione veterinaria di antiparassitari, per lo più farmaci coccidio-statici o preparati anticoccidici.

Diagnosi e Profilassi

La diagnosi si basa essenzialmente su esami coprologici, andando a ricercare le spore all'interno del materiale fecale. Per una buona profilassi, invece, si deve tener conto delle normali regole di igiene e pulizia, nonché del grado di affollamento degli animali soprattutto in spazi ristretti come i canili.


COCCIDIOSI DEL GATTO


I responsabili delle coccidiosi dei gatti sono rappresentati dal genere Isospora ed i più comuni sono
I. felis ed I. rivolta
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Epidemiologia & Immunità

Le condizioni ottimali per la diffusione delle infezioni da Isospora sono rappresentate dalle lettiere permanenti, soprattutto quando condizioni di affollamento facilitano la trasmissione del parassita. Tuttavia, sembrerebbe anche che questi parassiti si comportino da agenti opportunisti, causando patologia in concomitanza di infezioni virali o in situazioni di riduzione dell’efficienza del sistema immunitario. Comunque sia, a seguito di tale infezione, si sviluppa sempre l’immunità, sebbene vari con la specie.

Ciclo Vitale

Il ciclo vitale dei coccidi è normalmente diretto, cioè fecale -orale: il gatto può infettarsi ingerendo delle spore mature dall’ambiente esterno, che vengono rilasciate immature con le feci di un altro gatto infetto, ma che, col tempo, maturano all’esterno. Tuttavia, si hanno evidenze in cui il rapporto predatore-preda gioca un ruolo importante. Ad esempio, i gatti potrebbero acquisire l’infezione dai tessuti di roditori portatori di parassiti, durante la predazione.

Patologia & Trattamento

Le infezioni da Isospora determinano alterazioni della mucosa intestinale, la cui gravità dipende dalla densità dei parassiti e dalla loro localizzazione a livello di tale mucosa. Infatti, nelle infezioni gravi sostenute da specie localizzate profondamente, la distruzione della mucosa è così massiccia da provocare emorragia, mentre nelle infezioni più lievi e superficiali, il danno consiste in una semplice riduzione dell’assorbimento e dell’utilizzo dei principi nutritivi della dieta da parte della mucosa intestinale. Va comunque sottolineato che, nel cucciolo, le sindromi possono essere piuttosto gravi e di difficile controllo clinico. Il trattamento dovrebbe essere effettuato tempestivamente dopo la diagnosi, al fine di non creare focolai epidemici. La cura, in genere, consiste nella somministrazione veterinaria di antiparassitari, per lo più farmaci coccidio-statici o preparati anticoccidici. Nel gatto possono risultare efficaci sulfamidici come la solfametopirazina e la sulfadimidina.

Diagnosi & Profilassi

La diagnosi si basa essenzialmente su esami coprologici, andando a ricercare le spore all’interno del materiale fecale. Per una buona profilassi, invece, si deve tener conto delle normali regole di igiene e pulizia, nonché del grado di affollamento degli animali soprattutto in spazi ristretti come gattili e colonie feline.

A cura della Dr.ssa Maurizia Pallante

FONTE: www.vet-in-time.it

La Martini ha firmato l'ordinanza contro le esche avvelenate

giovedì 25 dicembre 2008

Il provvedimento siglato dal sottosegretario alla Salute mira a punire non solo l'uso, ma anche la detenzione di esche o bocconi avvelenati.

ROMA

Il Sottosegretario alla Salute Francesca Martini ha firmato un’ordinanza per il divieto di utilizzo e di detenzione di esche o bocconi avvelenati. Lo rende noto il ministero del Welfare.

Il provvedimento, spiega il ministero, «ha lo scopo di prevenire i rischi diretti per la salute dell’uomo e degli animali nonchè quelli derivanti dalla contaminazione ambientale». In particolare, il provvedimento - ai fini della tutela della salute pubblica, della salvaguardia e dell’incolumità delle persone, degli animali e dell’ambiente - vieta di utilizzare in modo improprio, di preparare, miscelare e abbandonare esche e bocconi avvelenati o contenenti sostanze tossiche o nocivi, compresi plastiche e metalli».

L’ordinanza vieta, altresì, la detenzione, l’utilizzo e l’abbandono di qualsiasi alimento preparato in maniera tale da poter causare intossicazioni o lesioni al soggetto che le ingerisce e prevede l’obbligo per il proprietario o il responsabile dell’animale deceduto a causa di esche o bocconi avvelenati di dare segnalazione alle autorità competenti.

L’ordinanza dispone, inoltre, che il medico veterinario che sulla base di una sintomatologia conclamata emette diagnosi di sospetto avvelenamento, o viene a conoscenza di un caso di avvelenamento di un esemplare di animale domestico o selvatico, deve darne immediata comunicazione al sindaco e al servizio veterinario della Asl competente. In caso di decesso dell’animale, il veterinario deve inviare le spoglie all’Istituto Zooprofilattico sperimentale competente per territorio. Gli Istituti Zooprofilattici devono sottoporre ad autopsia l’animale ed effettuare entro trenta giorni analisi sui campioni pervenuti e comunicarne gli esiti al medico veterinario e, qualora le analisi siano positive, all’autorità giudiziaria.

I sindaci ai quali siano pervenute segnalazioni di sospetti avvelenamenti, secondo quanto stabilisce l’ordinanza, «devono disporre l’immediata apertura di un’indagine e provvedere ad attivare le iniziative necessarie alla bonifica dell’area interessata, nonchè segnalare l’area interessata con un apposita cartellonistica».

Viene, inoltre, attivato presso ciascuna Prefettura un "tavolo di coordinamento" per la gestione degli interventi da effettuare e per il monitoraggio del fenomeno.

I produttori di presidi medico-chirurgici, di prodotti fito-sanitari e di sostanze pericolose appartenenti alle categorie dei topicidi, ratticidi, lumachicidi e nematocidi ad uso domestico, civile ed agricolo, si afferma nell’ordinanza, «hanno l’obbligo di aggiungere al prodotto una sostanza amaricante che lo renda sgradevole ai bambini e agli animali» e «nel caso in cui la forma commerciale sia un’esca, deve essere previsto un contenitore con accesso solo all’animale "bersaglio"».

FONTE: La Zampa.it

Dal 17-01-2009 l'ordinanza è in vigore, il testo è visionabile su: www.gazzettaufficiale.it

Cani pericolosi: è ora di voltare pagina

venerdì 19 dicembre 2008

In natura, tra i lupi, l’aggressività è una caratteristica splendidamente funzionale alla sopravivenza del singolo e, per esso, della specie. E’ solo in funzione di questa che viene attivata ed è proprio in virtù di questo scopo ultimo che osserviamo una sorta di vero e proprio miracolo: i lupi sono perfettamente in grado di trasformare le pulsioni aggressive in un rituale tanto eloquente quanto efficace; non è necessario passare alle vie di fatto: il rituale è pienamente sufficiente ed è comprensibile per ogni componente della specie. Il passaggio dal rituale all’azione aggressiva è estremamente raro: non serve, non è funzionale.

Il cane, diretto discendente del lupo, ha ereditato queste caratteristiche. Facciamo riferimento alle antiche razze da lavoro e scopriamo, per esempio, che tra i molossi, e scelgo questa tipologia proprio perchè vicina alle razze giudicate pericolose dalla vigente Ordinanza, è perfettamente presente nella loro primitività, questa stupenda capacità di ritualizzare passando all’azione solo quando la minaccia a sé e a quanto va difeso (generalmente greggi) non accetta quanto la ritualità comunica e tenta di passare alle vie di fatto (nel caso citato la predazione del gregge). Ma viene da chiedersi se la natura possa generare cani incapaci di questa ritualizzazione; no,perché in natura non vi è nulla di casuale e, nello specifico, l’azione della madre sui cuccioli è tale da imprimere in modo indelebile le regole della vita sociale.

E’ questo un chiaro esempio della natura che combina in modo mirabile genetica e apprendimento rendendo praticamente impossibile l’errore.

In questa combinazione sta il passaggio chiave. Il cucciolo di lupo ha alcuni anni per trarre completo beneficio da questa combinazione. Il cane domestico non ha che sessanta giorni per imparare dalla madre i rudimenti che sono parte integrante della sua cultura (se cultura significa capacità di trasmettere apprendimenti). Ha dunque perfettamente ragione il Sottosegretario alla salute Francesca Martini affermando che non ha senso parlare di razze pericolose. Certo le razze canine sono tante, certo un molosso non è un volpino, ma il molosso e il volpino sono cani perfettamente in grado di vivere dinamiche sociali tanto complesse quanto coerenti: basta che qualcuno le insegni loro. C’è infatti una variabile che si inserisce proprio a questo punto ed è la realtà urbanizzata. L’urbanizzazione scrive nuove regole, pone al cane richieste complesse non appartenenti a ciò che genetica e maternage gli hanno insegnato. La realtà urbana e l’uomo che ne è il primo rappresentante pongono il cane in una situazione nuova di fronte alla quale gli mancano gli strumenti interpretativi e le capacità positivamente adattive. Questo può generare nel cane stress negativo e sappiamo bene che lo stress è spesso fonte di reazioni incontrollate e incontrollabili; è per questo che anche un piccolo volpino può rappresentare un problema, spesso è ben più mordace di un molosso perché meno adeguato e più stressato da modalità umane completamente inadeguate. Ha dunque nuovamente ragione il Sottosegratrio alla Salute quando pone il problema di divulgare una nuova cultura cinofila basata su corsi per i proprietari; l’uomo deve completare positivamente l’azione combinata di genetica e maternage.

Vi è la necessità di aiutare l’uomo a comunicare con il cane, comprendendone il linguaggio, rispondendo correttamente ai suoi bisogni fondamentali e fornendo gli strumenti adeguati ad affrontare le richieste poste dall’urbanizzazione. Il cane, qualunque cane, è perfettamente in grado di inserirsi in modo costruttivo nel contesto sociale in cui vive. Rendere obbligatori corsi di educazione cane-padrone con Educatori Cinofili Professionisti competenti, aggiornati e motivati renderebbe possibile condurre i proprietari ad una corretta relazione con il cane attraverso la quale diverrebbe semplice, nel pieno rispetto dell’alterità, gestire il proprio animale. Un cane correttamente socializzato è in grado di vivere con l’uomo non solo senza reazioni fuori controllo, ma rappresentando una vera e propria occasione di arricchimento per l’uomo stesso. Tra l’altro stabilire un rapporto corretto con il proprio cane rende il legame cane-uomo più significativo ed è per questo un ulteriore strumento per contrastare anche la piaga dell’abbandono.

Capire il cane è il primo passo per conoscerlo e conoscerlo significa comprendere i suoi bisogni e stabilire quel rapporto che non solo rende impossibile l’abbandono, ma rappresenta un valore aggiunto all’esperienza umana.

A cura del Dott. Maurizio Dionigi

Presidente Nazionale APNEC: Associazione Professionale Nazionale Educatori Cinofili

FONTE: www.apnec.org

Stop alle razze di cani costrette a soffrire solo per motivi estetici

"Dagli esperti del Comitato bioetico per la veterinaria (Cbv) le strategie per ridurre le cucciolate a rischio"

ROMA

Mini-cani talmente piccoli da entrare in una borsetta e sempre più richiesti, ma «ai limiti di una condizione di vita sana». Femmine di bulldog col bacino tanto stretto da aggiudicarsi il primo posto nelle mostre di bellezza canina, che però non possono partorire da sole e devono subire un cesareo. O esemplari dal muso schiacciato che faticano a respirare, insieme ai cuccioli di shar pei dalla buffa pelle a pieghe, vittime ideali delle dermatiti. A puntare il dito contro il caso delle razze canine i cui caratteri sono così esasperati da causare problemi fisici e sofferenze, sono gli esperti del Comitato bioetico per la veterinaria (Cbv), riunito a Roma per celebrare il suo decennale.

«Il caso delle razze canine sofferenti - spiega all’ADNKRONOS SALUTE Pasqualino Santori, veterinario e presidente del Cbv - è conseguenza di scelte di allevamento che puntano a soddisfare i desideri di un pubblico di acquirenti attratti dall’aspetto buffo e simpatico dei cani o dal loro valore come status symbol. Senza tener conto delle conseguenze sulla salute e il benessere di questi animali». Insomma, «continuano e forse aumentano le nascite di animali con malformazioni fisiche. O, quantomeno, si mantengono le condizioni oggettive per una maggiore probabilità di avere queste cucciolate, attraverso accoppiamenti a rischio». Il Comitato, sollevando la questione delle razze canine sofferenti, frutto di un vero e proprio ’maltrattamento geneticò, vuole portare l’attenzione su una questione emblematica del rapporto tra essere umano e animali, vittime di contraddizioni e superficialità. Talvolta, come in questo caso, «questo rapporto non rispetta le condizioni di benessere o causa malessere». Il problema bioetico riguarda la valutazione dei diversi interessi in gioco: degli allevatori; degli acquirenti più o meno consapevoli della probabilità di malformazioni che creeranno problemi per tutta la vita ai loro animali; degli stessi cani; dell’opinione pubblica; delle istituzioni con le loro scelte a tutela del benessere animale. Per questo il Cbv auspica in primo luogo «una sorta di foglietto illustrativo che - spiega Santori - al momento della cessione dell’animale, informi il futuro proprietario sui rischi e i problemi di salute cui il cane potrà andare incontro». Inoltre gli esperti chiedono l’elaborazione di strategie per ridurre al minimo la nascita di cucciolate al rischio.

Ecco nei dettagli le raccomandazioni del Cbv, che auspica:

1) che, al momento della cessione, i cuccioli delle razze ad alto rischio di malformazioni siano accompagnati da note che spieghino le caratteristiche della razza in relazione ai possibili stati di malessere o disagio che si potranno presentare in quell’animale. Nelle stesse note devono essere definite le caratteristiche ambientali più adatte alla vita dell’animale, per ridurre al minimo le condizioni di malessere. Una procedura inutile per le altre razze e i cani meticci, da riservare solo per le razze in esame. Secondo il Comitato si tratta di una sorta di ’consenso informatò nella scelta di una razza. Sarebbe il primo passo verso l’acquisizione consapevole di un animale da compagnia. Non solo, «sarebbe un contributo utile per la prevenzione di diversi fenomeni negativi, tra cui il randagismo e il problema dei cani pericolosi. In quest’ultimo caso, si aumenterebbe la consapevolezza dei proprietari, promuovendo la responsabilizzazione nella scelta di un cane di tipologia più a rischio di produrre aggressioni gravi».

2) l’acquisizione consapevole di un animale a rischio di problematiche legate al suo Dna non è sufficiente da un punto di vista morale a giustificare la nascita di animali potenzialmente sofferenti. Pertanto «il Comitato auspica che da subito vengano definite strategie di allevamento per minimizzare il fenomeno». In pratica, si raccomandano interventi da parte degli organismi competenti, pubblici e privati. Si auspica, inoltre, che nelle gare di bellezza si tenga prioritariamente conto delle condizioni di benessere degli esemplari esposti, non solo degli standard di bellezza. «Pur tenendo conto degli interessi economici in gioco e dell’interesse di tipo culturale avanzato da alcuni per queste razze, sarà necessario definire un limite di tempo entro cui interrompere la produzione di cuccioli di razze o di linee di sangue per cui non si sia raggiunto un adeguato livello di sicurezza nei confronti della probabilità di rischio di alterazioni fisiche». Tanto che «alcuni membri del Comitato hanno espresso il parere che l’interruzione della produzione di cucciolate a rischio debba essere immediata. Ci rendiamo conto che ci sono molti elementi in gioco, e che dunque il processo debba essere graduale - dice Santori - ma non possiamo permetterci di sfruttare la plasticità genetica dei cani per selezionare animali costretti a inutili sofferenze».

FONTE: La Zampa.it

DOSSIER: LA LEISHMANIOSI

martedì 16 dicembre 2008

Il vettore trasmettitore è un insetto, il Phlebotomus perniciosus, all'interno del quale i protozoi si moltiplicano, trasformandosi in organismi infettivi.

Specie e Distribuzione

L'identificazione delle diverse specie di Leishmania è molto difficile dal punto di vista morfologico, ma l'utilizzo di varie tecniche di laboratorio ne ha permesso la descrizione di oltre 18 specie e sottospecie. Le due specie responsabili della leishmaniosi canina sono la Leishmania infantum, presente nel Medio Oriente e soprattutto nel bacino del Mediterraneo (in Italia, la zona più colpita è il Sanremese) e la Leishmania chagasi, caratteristica delle Americhe. Tuttavia, esistono anche altre specie di Leishmania, diffuse sia nel Vecchio che nel Nuovo Mondo, che possono provocare lesioni cutanee e/o mucocutanea nel cane, senza però coinvolgimento viscerale.

Ciclo Biologico

Ogni protozoo può presentarsi in due forme diverse: una cellulare, priva di movimento e detta «Amastigote», ed una forma mobile, libera, dotata di un lungo flagello anteriore e chiamata «Promastigote». Le forme amastigoti si localizzano nel sangue di un cane infetto, all'interno di alcune cellule dell'apparato immunitario, i macrofagi. Quando il flebotomo, durante il suo pasto ematico, punge il cane infetto, preleva dal sangue anche queste forme amastigoti, le quali raggiungono il suo intestino e si trasformano nella forma mobile. Indi, risalgono tutto il canale alimentare dell'insetto, andando a localizzarsi nelle ghiandole salivari. Qui aspettano che il flebotomo punga un altro cane, in modo da penetrarvi e localizzarsi nuovamente nei macrofagi, per tornare ad essere amastigoti. Una volta penetrati nei macrofagi, gli amastigoti si replicano per scissione binaria, aumentando notevolmente di numero, tanto da causare la lisi dei macrofagi, che non riescono più a contenerli. Una volta liberi nel sangue, gli amastigoti possono essere nuovamente catturati dai macrofagi, e quindi continuare a replicarsi, oppure, nel caso in cui il flebotomo punga il cane, continuare il proprio ciclo biologico nell'ospite vettore.

Segni Clinici

La sintomatologia della leishmaniosi canina è estremamente variabile e può comprendere soprattutto depressione della funzionalità dei linfonodi periferici (che in casi cronici possono apparire normali), lesioni cutanee, lesioni oculari (congiuntivite cronica) ed anoressia. Più raramente, invece, sono stati osservati anche malattie immunitarie, aumento dell'appetito con dimagrimento, febbre, insufficienza renale, disturbi di deambulazione e debolezza generale.
Sebbene l'animale colpito in genere presenti una combinazione di più segni clinici, è possibile osservare anche un solo sintomo. Il cane spesso presenta mantello opaco, debilitazione e condizioni generali precarie. La febbre è stata segnalata in casi di infezioni parassitarie concomitanti o batteriche secondarie. L'atrofia muscolare, soprattutto nei muscoli facciali e temporali, è relativamente comune nei casi infetti da Leishmania e conferisce il tipico aspetto di «Cane Vecchio». I segni cutanei (dermatiti) sono tra i più importanti della malattia: vengono descritti diversi tipi di lesioni, macro e microscopiche. Malattie immunitarie si riscontrano in cani sottoposti a terapie anti-Leishmania e, infine, sono stati segnalati anche casi di poliartrite con zoppia intermittente e migratoria.

Diagnosi

La diagnosi della leishmaniosi canina può essere difficile dato il quadro clinico polimorfo, non patognomonico. Inoltre, non esiste ancora nessuna prova diagnostica che abbia una sensitività o specificità del 100%. Fra le alterazioni clinico-patologiche, le più significative sono quelle riguardanti il proteinogramma, con un incremento generale delle proteine totali. Questo parametro si può considerare un punto cardinale per un forte sospetto di leishmaniosi, cui si possono associare tre categorie di prove diagnostiche, ormai utilizzate di routine per la diagnosi vera e propria. In primis, i metodi parassitologici, con dimostrazione diretta della presenza del parassita nell'organismo animale, poi i metodi sierologici, che evidenziano la presenza nel sangue di anticorpi anti-Leishmania e, infine, i metodi molecolari, basati sullo studio del DNA di Leishmania.

Terapia

Non esiste ancora un protocollo terapeutico che sia efficace, sicuro, economico e facile da somministrare. Tuttavia, tramite l'applicazione di corretti protocolli terapeutici, è possibile controllare i segni clinici dell'infezione per periodi anche prolungati e, in taluni casi, raggiungere la guarigione clinica. Attualmente, quattro farmaci vengono impiegati nella terapia di Leishmania: gli antimoniali pentavalenti, l'aminosidina, l'allopurinolo e l'amfoteracina B.

Profilassi

Non esiste un vaccino nei confronti di Leishmania e l'efficacia della somministrazione di farmaci anti-Leishmania in cani sani a scopo preventivo non è stata dimostrata. Per tali ragioni, la profilassi si basa esclusivamente sul controllo della popolazione del vettore e sull'evitare il contatto fra quest'ultimo ed il cane. Il flebotomo è più attivo al tramonto e nelle prime ore del mattino, inoltre ama rifugiarsi nelle crepe dei muri, dove, periodicamente, è possibile applicare trappole e/o insetticidi. Infine, anche l'uso di sostanze repellenti direttamente sul cane o permettere a quest'ultimo di dormire in un ambiente chiuso durante la notte costituisce probabilmente uno dei metodi di prevenzione più semplici ed efficaci.
È importante ricordare che la presenza di cani infetti costituisce una fonte continua di infestazione, non solo per altri cani, ma anche per l'uomo. A tal proposito, alcuni autori suggeriscono l'abbattimento dei soggetti infestati, soprattutto se randagi, e in effetti, in alcuni paesi, tale soppressione è obbligatoria.

Leishmaniosi Umana

L'uomo rappresenta un ospite occasionale per questo parassita. La leishmaniosi viscerale colpisce soprattutto i bambini ed ha decorso invariabilmente fatale se non trattata. È caratterizzata da anemia, depressione del numero di globuli bianchi e piastrine, ingrandimento di fegato e milza. Il ruolo epidemiologico del cane nella leishmaniosi viscerale dell'uomo è stato approfondito negli ultimi anni. E' stato osservato che il perdurare di un numero elevato di casi di leishmaniosi canina nei paesi sviluppati non è accompagnato da un altrettanto alta frequenza di casi umani. Ciò è sicuramente dovuto al miglioramento delle condizioni sanitarie e nutrizionali della popolazione ed all'aumentata resistenza individuale alla malattia. Non a caso, infatti, spesso si riscontrano individui sani sieropositivi alla leishmaniosi.

Sempre più spesso si sente parlare di Leishmania: mega-cartelloni ce la illustrano sulle pareti degli ambulatori veterinari ed anche i proprietari di cani sembrano essere a conoscenza dell'esistenza di questa zoonosi. Ma cos'è una zoonosi? Come si sviluppa una leishmaniosi? E, soprattutto, in cosa consiste la sua grande pericolosità?
I protozoi del genere Leishmania sono parassiti unicellulari ed intracellulari di alcune cellule costituenti l'apparato immunitario del cane, dell'uomo e di numerosi animali selvatici (canidi e roditori). Sulla base di criteri classificativi usati in medicina umana, la leishmaniosi si presenta in tre forme cliniche: viscerale (nell'uomo nota come «Kala-azar»), cutanea e mucocutanea. Per quanto riguarda il cane, anche se il quadro clinico caratteristico ha portato nel passato a separare una forma cutanea da una forma viscerale, oggi entrambe sono considerate forme evolutive della medesima malattia, indicata col nome di Leishmaniosi Canina Generalizzata (Generalized canine leishmaniosis).
Il vettore trasmettitore è un insetto, il Phlebotomus perniciosus, all'interno del quale i protozoi si moltiplicano, trasformandosi in organismi infettivi. La leishmaniosi è una zoonosi molto importante, cioè una patologia parassitaria (parassitosi) che può essere trasmessa dagli animali all'uomo, ma non viceversa. Questa diventa un'affermazione importante se pensiamo al coinvolgimento che ne deriva con la sfera della sanità pubblica: significa che una zoonosi non è solo una «malattia» degna dell'attenzione di un veterinario, bensì un fenomeno che interessa anche la medicina umana e soprattutto le istituzioni che, a livello nazionale, si occupano della tutela e della profilassi della salute pubblica.

A cura della Dr.ssa Maurizia Pallante

FONTE: www.vet-in-time.it

ROMA: FONDO SORRISO

CONTRO LA CRISI ARRIVA IL FONDO SORRISO PER CANI E GATTI IN DIFFICOLTA’

La crisi economica minaccia non solo le famiglie, ma anche gli animali d’affezione, a rischio abbandono. Secondo l’Istat, il 50% dei nuclei familiari vive con meno di 1.800 euro al mese, il 14,6% arriva con molta difficoltà alla fine del mese ed il 28,4% non può far fronte a spese impreviste. Per questo nasce il progetto-pilota “Fondo Sorriso” e “Banco Alimentare”, per ora nel Comune di Roma, per aiutare le famiglie meno abbienti a pagare vaccinazioni, sterilizzazioni ed a fornire cibi per i loro cani e gatti. L’iniziativa, presentata oggi in Campidoglio, è organizzata dall’associazione “6 Zampe Onlus” (www.6zampe.it), in collaborazione con “Roma Pet Soccorso”, e patrocinata dall’Assessorato alle politiche ambientali del Comune di Roma.

“Daremo il giusto supporto alla lodevole iniziativa – ha assicurato l’Assessore all’Ambiente on. Fabio De Lillo - invitando quante più aziende ad aderire, perché con un’azione sinergica tra pubblico e privato si possono davvero aiutare tante famiglie in difficoltà, limitando il rischio degli abbandoni di animali”. Hanno già aderito e offerto prodotti alimentari e farmaceutici le aziende : Formevet, Meradog, Biodog, Demas, Giulius, Petnet.

FAMIGLIE A BASSO REDDITO

Come spiega Marzia Novelli, “potranno usufruire del progetto le famiglie a basso reddito già esenti dal ticket sanitario nazionale. Tre le opportunità offerte per i loro animali d’affezione : banco farmaceutico e banco alimentare, entrambi già attivi, e prestazioni veterinarie, che partiranno dal prossimo marzo. L’interessato, residente a Roma, potrà inviare una mail a fondosorriso@6zampe.it, specificando nome, cognome, indirizzo di residenza, reddito lordo annuo, telefono, problematica e identità dell’animale, per i cani è obbligatoria l’iscrizione all’anagrafe canina”. A provvedere alla distribuzione di medicinali e cibi sarà “Roma Pet Soccorso”, guidata dal veterinario Stefano Argiolas, che spiega: “Abbiamo già programmato una capillare rete operativa e solidale, i prodotti donati dalle aziende sono prossimi alla scadenza, o in confezioni parzialmente rovinate, per cui non possono essere messi nel circuito della grande distribuzione, ma rappresentano una soluzione ottimale per tanti animali di famiglie povere”.

GADGET DI TOTTI, 1000 CD E LA CAGNETTA MASCOTTE

Tra le forme di finanziamento del “Fondo Sorriso”, un’asta di gadget (maglie e bandiere della Roma e riviste sportive) donati e autografati dal capitano della Roma, Francesco Totti, anche socio onorario dell’associazione 6zampe onlus ; 1000 Cd donati dal cantautore Luigi Montagna dal titolo “Sorrisi”, con 14 brani, uno dei quali riguarda la sua cagnetta Agata, mascotte dell’evento. Tutte le offerte, così come le prestazioni saranno rendicontate e rese pubbliche sul sito www.6zampe.it. “L’anello più debole della crisi economica è l’animale d’affezione – conclude Marzia Novelli – e non si può chiederete tutto alle Istituzioni : per questo confidiamo nella riscoperta del valore della solidarietà. Un euro, da solo, non serve a nulla, ripetuto mille volte può regalare un sorriso. La sfida è mettere in moto il motore trainante della solidarietà per i nostri amici a quattro zampe”. Intervenuto anche il veterinario Federico Coccia, consulente tecnico del Comune di Roma.

FONTE: www.romanotizie.it

Attenzione ai botti!

domenica 7 dicembre 2008

Alcuni consigli ai possessori di animali per superare indenni i botti di capodanno

Per i nostri amici animali sta per arrivare la notte più lunga e pericolosa dell’anno: la notte di San Silvestro. Il fortissimo rumore dei botti di mezzanotte può anche ucciderli.

Al cane che è in grado di udire frequenze superiori alle 80 mila vibrazioni al secondo e la cui sensibilità uditiva è altissima i botti causano un vero e proprio dolore, bisogna quindi riservargli molta attenzione. Innanzitutto, se possibile, evitiamo di lasciarlo solo organizzandoci in modo da trascorrere la serata di festa insieme ad amici che hanno il nostro stesso problema ma, se proprio è necessario uscire è opportuno assicurargli un ambiente riparato dal rumore degli scoppi, dove non ci siano finestre da cui possa lanciarsi nel vuoto o, se ci sono provvedere ad abbassare le tapparelle coprendo i vetri con più fogli di giornale per evitare che possa ferirsi in quei momenti di particolare stress. Un’altra accortezza da seguire è quella di eliminare dalla stanza mobili spigolosi e soprammobili, poi lasciamogli vicino qualcosa che ci appartiene. E’ bene anche infilargli dei batuffoli di cotone nelle orecchie per attutire il rumore esterno. Quando poi il cane viene portato in passeggiata, evitiamo di sguinzagliarlo poiché se un petardo scoppia nelle vicinanze, può fuggire in modo incontrollato con possibili serie conseguenze soprattutto nei pressi di strade trafficate.

I gradi di stress da paura sono diversi da animale ad animale: c’è chi si limita a tremare e lamentarsi, quello che corre a nascondersi, fino ad arrivare a casi drammatici di collasso con arresto cardiocircolatorio.

Per i casi più gravi si può ricorre alla somministrazione di sedativi che però va sempre concordata con il veterinario il quale, conoscendo il carattere dell’animale, può decidere il tipo di farmaco e le dosi giuste da usare. È invece pericolosissimo il fai da te farmacologico non soltanto perché si rischiano reazioni opposte all’effetto tranquillizzante, ma si possono avere gravi ripercussioni sulla sua salute.

Possiamo comunque aiutare i nostri piccoli amici con dei rimedi naturali come i fiori di Bach: Cerato, Aspen, Rock Rose in soluzione alcolica (30 ml 4 gocce 4 volte al dì) aumentando la frequenza delle somministrazioni se necessario o aggiungere Rescue Remedy (4 gocce al bisogno o più ) nell’arco della giornata soprattutto del 31 dicembre e, se i nostri piccoli amici non gradiscono le gocce alcoliche, queste possono essere diluite in un po’ d’acqua.

Per una notte, è opportuno ospitare in casa anche quegli animali che solitamente vivono in spazi aperti come giardino o balcone e mai lasciarli legati alla catena: potrebbero strangolarsi!

Nelle strade, per gli animali, la situazione è molto più pericolosa: nei ripari improvvisati in cui si rifugiano, vengono spaventati dai fortissimi scoppi e rischiano continuamente di essere colpiti dai petardi. Gli uccelli, terrorizzati dagli spari, perdono i loro punti di riferimento e iniziano a volare vorticosamente mentre luci e fuochi d’artificio li colpiscono senza sosta.

Un po’ di attenzione ma soprattutto di rispetto e amore verso chi ci riempie la vita col proprio affetto eviteranno che il 1° gennaio e i giorni successivi i centralini delle forze dell’ordine, canili, veterinari e associazioni animaliste, siano invasi da decine e decine di telefonate disperate di proprietari che cercano il loro cane.

Per finire ricordiamoci che cani e gatti spaventati dai fuochi possono, presi dal panico, compiere gesti inconsulti: gettarsi dalla finestra, tentare di sfondare porte a vetri, infilarsi sotto i mobili e tirarseli addosso e, se stanno per strada, correre all’impazzata rischiando di finire sotto un’auto o in qualche dirupo ma anche causare incidenti mortali per l’uomo!

A cura di Lina Bufarale

FONTE: www.zampette.it

Savona, cani e gatti avvelenati: la mappa delle zone a rischio

lunedì 1 dicembre 2008

Gli ultimi episodi si sono verificati di recente a Noli

30-11-2008

CLAUDIO VIMERCATI, SAVONA


Gli ultimi casi si sono registrati a Noli, nella colonia felina di via Fiumana: cinque gatti sono stati uccisi con un micidiale veleno. E non è la prima volta. Nell’ottobre di due anni fa, infatti, sempre nella stessa zona altri mici erano stati sterminati con il cloralio, un veleno per topi tossico anche per gatti e cani. «E’ una situazione grave» dicono gli zoofili dell’Enpa che si stanno ora occupando delle indagini per individuare il responsabile o i responsabili dell’avvelenamento e hanno lanciato un appello perchè chi è in grado di dare informazioni utili, si metta in contatto con la loro sede a Savona, anche solo telefonando al numero 019-827435 oppure inviando una mail all’indirizzo di posta elettronica savona@enpa.org.

Gli episodi accaduti di recente a Noli non sono però isolati. Lo dice una mappa sui casi di avvelenamento di animali che si sono verificati negli ultimi anni in tutta la provincia. Una mappa precisa, tracciata dai volontari dell’Enpa, dalla quale emerge che fra il 2001 e il 2008 sono morti centinaia, fra cani, gatti e piccioni, con veleni che variano dai diserbanti, all’endosulfan, dalla stricnina, al lumachicida, dal cloralio, al metaldeide. La maglia nera va a Savona. Sono ventidue i casi denunciati all’Enpa (con un bilancio di un centinaio di felini, otto cani, decine di piccioni e colombi uccisi) avvenuti nelle vie Valcada, Brichetti, Crocetta, Visca, Montenotte, Oxilia, Turati, Scotti, Romagnoli, piazzale Moroni, Rocca di Legino, Montemoro, San Bernardo in Valle. In Valbormida guida (per così dire) la classifica Cengio con dodici casi di avvelenamento, seguita da Cairo Montenotte ((otto), Carcare (cinque), Cosseria (due). Nel Ponente, si sono registrati cinque episodi a Finale, quattro a Noli e ad Albenga.

Osservano all’Enpa: «Abbiamo messo a disposisione dei proprietari di animali e degli animalisti che curano le colonie feline che si trovano in zone colpite da avvelenamenti un fascicolo di istruzioni per fronteggiare le situazione di emergenza, che si può scaricare anche dal sito internet dell’associazione (www.enpa.sv.it). Al sindaco di Noli abbiamo proposto l’emanazione di un’ordinanza restrittiva sull’uso delle sostanze velenose. Nei comuni, infatti, dove hanno seguito la nostra proposta il fenomeno, si è ridotto o è del tutto scomparso. E’ quello che ad esempio è successo ad Andora, Cairo Montenotte, Cosseria, Finale Ligure, Magliolo, Piana Crixia, Pietra Ligure, Plodio, Stella ed Urbe».

FONTE: La Zampa.it

I pericoli del Natale

venerdì 28 novembre 2008

PRECAUZIONI CONSIGLIATE DALLA

"
VETERINARIA GIUSTINIANA"

Siamo alle porte di Dicembre e già si inizia a respirare l’atmosfera natalizia. Anche per i nostri amici a quattro zampe sta arrivando il Natale, con tutti i pericoli che purtroppo per loro questo comporta.

Facciamo una carrellata:

Il primo pericolo è rappresentato dalle grosse tavolate delle feste.

In un’atmosfera allegra e gioiosa infatti può capitare che, per condividere la gioia familiare anche con Fido e Micio, si allunghino deliziosi bocconcini e avanzi dalle tavole…Niente di più sbagliato. Il periodo di feste infatti è caratterizzato, nei pronto soccorso veterinari, dall’aumento dei pazienti che manifestano vomito e diarrea (e nei casi più gravi “pancreatite”) in seguito all’ ”assaggio” di zampone con lenticchie, salsicce, panettoni ultrafarciti e intingoli straconditi vari. Dei pericoli dell’ingestione di cioccolato mi sono già dilungata in un precedente articolo. Mi limito a ricordare che l’ingestione (intossicazione) può essere non del tutto casuale, quando è il proprietario a gratificare Fido con un cioccolatino, ma a volte è lo stesso Fido che, trovandosi da solo con una bella stecca di torrone al cioccolato a disposizione, decide di autogratificarsi (a volte ingurgitando anche la confezione), per cui attenzione a non lasciare dolcetti a portata di cane (e gatto). Altra possibile fonte di intossicazione per i nostri amici sono alcune tra le classiche piante decorative che si tengono in casa o in giardino in questo periodo.

Un grande classico, la “stella di natale” (Euphorbia) può causare, quando ingerita dai nostri animali, irritazione della bocca, della gola e dell’esofago, tosse, conati di vomito e spesso i proprietari notano che il loro animale tenta di sfregarsi il muso con le zampe. A volte possono comparire vomito e diarrea. La terapia è sintomatica e se l’ingestione è stata recente può essere utile lo svuotamento gastrico mediante lavanda gastrica, ma ovviamente la migliore terapia è prevenire l’ingestione.

Sebbene più rara, anche l’ingestione di agrifoglio (Ilex) conosciuto anche come pungitopo può creare qualche problema ai nostri animali. L’ingestione sia delle foglie che delle bacche può dare vomito, diarrea e alterazioni neurologiche.

Tra le piante associate al Natale, c’è anche il Vischio (Phoradendron).

Questa è forse la pianta dotata di maggiore tossicità, quindi la mia raccomandazione è di tenerla ben lontana dai nostri amici a quattro zampe, soprattutto se sapete che hanno delle abitudini diciamo “vegetariane”, cioè tendono ad assaggiare tutto quello che di verde gli capita a tiro (di solito sono soprattutto gatti). Sono tossiche sia le foglie che le bacche e in caso di ingestione, anche a distanza di parecchie ore , possono comparire nausea, vomito e diarrea. L’animale può presentare abbassamento della temperatura corporea (di media la temperatura dei nostri animali oscilla intorno ai 38.5°C), dilatazione delle pupille, aumento della sete e la frequenza cardiaca può scendere o salire. Poi possono comparire segni neurologici, come disorientamento, incoordinazione, ipereccitabilità, ma anche convulsioni e coma. A volte i proprietari notano anche che il loro animale mostra difficoltà a respirare. La terapia deve essere tempestiva. Se l’ingestione è avvenuta da poco il veterinario potrà decidere di procedere a una lavanda gastrica e quindi sarà necessario istituire una corretta terapia fluida e sintomatica. La morte in caso di abbondante ingestione di vischio purtroppo non è infrequente.

Finito con la botanica vorrei spendere due parole anche su altri addobbi tipici del periodo.

A chi ha la passione del Presepe raccomando di tenere lontani bue, asinello, pastorelli e tutte la altre sacre Figure dalle fauci irriverenti di cani e gatti che, magari considerandoli solo dei giochi, potrebbero inavvertitamente (o volontariamente) ingurgitarli, con tutte le noiose e purtroppo a volte gravi sequele che l’ingestione di un corpo estraneo può causare.

Stessa considerazione per gli addobbi dell’albero di Natale. Non è raro che Fido scambi le palline che decorano l’albero per la pallina che gli fate inseguire la domenica al parco… Nel migliore dei casi distrugge l’albero per tirarle giù, nel peggiore riesce anche ad ingoiarle.
Sia che le abbia precedentemente rotte (creando pericolosi frammenti affilati), sia che le abbia ingerite intere (quando le dimensioni lo consentano), l’unica cosa da fare è andare dal veterinario. Sarà poi lui a decidere come procedere per evitare gravi conseguenze.

Un ultimo avvertimento soprattutto per i proprietari di gatti che hanno l’abitudine di addobbare l’albero di Natale.

Avete presente quelle decorazioni lunghe, sottili e di colori metallizzati che si utilizzano spesso per decorare l’albero? Qualcuno li chiama anche “capelli d’angelo” o “stelle filanti”. Purtroppo molto spesso queste decorazioni esercitano sui mici un fascino irresistibile. Non solo giovani micetti, ma anche gatti di una certa età non resistono alla tentazione di giocarci e quasi immancabilmente finiscono con il metterli in bocca. Capita che li ingoino interi come spaghetti

A questo punto spesso accade che un capo del il filo, lungo e resistente, si ancori ad un tratto del tubo gastroenterico del gatto (non di rado si incastra sotto la lingua), mentre l’altro capo procede. Senza farla troppo lunga l’intestino si muove attraverso onde che procedono tutte nella stessa direzione. Se nell’intestino c’è un oggetto lungo che non può procedere con queste onde, l’intestino stesso si “ammucchia” su questo oggetto come una fisarmonica. I danni possono essere gravissimi. Di solito i primi sintomi sono saltuari episodi di vomito, ma il gatto, almeno nei primi tempi, sembra stare bene. Poi il vomito diventa più frequente e spesso il micio smette di mangiare. Se non si riesce a capire tempestivamente il problema e non si interviene velocemente (mediante rimozione del filo tramite chirurgia), il gatto rischia la vita. Le complicazioni infatti sono peritonite, invaginamenti intestinali (cioè un tratto di intestino scorre dentro un altro), lacerazioni e necrosi intestinali e alla fine purtroppo la morte.
Quindi se avete dei gatti in casa fate attenzione a come decorate l’albero e controllate che il vostro micio non presti troppe “morbose” attenzioni alle decorazioni.

Sperando che queste raccomandazioni non vi abbiano eccessivamente angosciati o preoccupati, ma che piuttosto ci aiutino (voi proprietari e noi veterinari) a passare delle feste tranquille, ne approfitto per fare a tutti gli auguri di Buone Feste da parte di tutto lo staff dell’ambulatorio.

Tendetemi le mani...

Amici vicini e lontani, vi chiedo aiuto!... Una vita dedicata al benessere animale ha un percorso difficile e faticoso.... esposto al sacrificio e rinuncie continue, credetemi... basta uscire di casa ed incontrare un animale invaso dalla fame e dalla paura, morso da quel maledetto terrorismo chiamato abbandono, ferito nella carne e nell' anima, sì quell'anima istintiva, sicuramente più profonda di migliaia di umani che vagano sulla terra...quegli occhi che chiedono aiuto, a volte l'ultimo grido muto...io, come tutti gli essere sensibili alla vita, non posso fare a meno di tendere una mano, rimandando le esigenze personali, pensandole sempre meno importanti di quegli occhi disperati...sono arrivata, ormai, ad assistere molti animali randagi, non solo i miei prediletti dell'Arca! Non arrivo più con le mie risorse... Vi prego di offrirmi un granello del vostro bene, ne farò tesoro... di donazioni ne arrivano poche, forse perchè sono ancora poco conosciuta... allora vi chiedo medicine, lettini, cucce vecchie, trasportini per i gatti, cibo umido, omogeneizzati, il secco per mia tranquillità e gioia riesco ad acquistarlo direttamente...regalate ciò che ormai non vi occorre più...non immaginereste mai quanto potrebbe essermi d'aiuto, quanto calore e comodità donerete ai miei animali...sterilizzo cani nel mio territorio... certo tendo a dare priorità alle femmine, solo perchè non ho tante risorse per affrontare anche interventi ai maschi...da un mese siamo intervenute per una cagnolotta abbandonata che vive in un canneto...quanto le sarebbe utile una cuccia, ora che piove e la notte fa tanto freddo. Soffro per la mia impotenza, la sera penso, sogno qualcosa che mi faccia realizzare i miei progetti, ma ancora tutto è così lontano, spererò finchè avrò vita ed ora mi rimetto a voi, miei amici virtuali lontani ma vicini nel mio cuore... non fatemi sentire sola, vi prego scrivetemi una mail...fatemi credere che le favole esistono anche tra i grandi...e che l'amore è la forza essenziale del mondo!!!!

Tendenze comportamentali: virtù o problemi di comportamento?

mercoledì 26 novembre 2008

Il legame che abbiamo saputo stringere col cane ha costituito un grosso vantaggio per la nostra specie. Chi ha provato almeno per una volta a dormire all'aperto in un bosco sa perfettamente cosa accade durante la notte alla nostra mente. Il nosro cervello aumenta le capacità di percezione, soprattutto per quanto riguarda l'udito. Non riusciamo a vedere gli animali notturni mentre si muovono, cacciano o vengono predati, ma il nostro sistema nervoso è ben programmato per questo genere di situazioni. Amplifica i suoni. E mentre sei con gli occhi bene aperti l'immaginazione si fa molto molto fantasiosa. Quando ti abitui a tutti quei suoni normalmente sei grato di avere lì con te un cane. Sebbene sia in un luogo sicuro ti senti davvero tale perchè sai che il suo udito e le sue capacità di avertire pericoli è più sofisticata della tua.

Ecco uno dei vantaggi dell'aver addomesticato il lupo. Un tempo il comportamento di dare l'allerta e aggredire gli instrusi era considerata una virtù nei cani.

Ma quella che una volta era una virtù oggi è diventata una seccatura. La gente sfoglia una rivista di settore e sceglie un cane di razza come fosse un divano.

Se compri un border collie ad un certo punto puoi scoprire che pur di tenersi occupato sale sui fornelli a gas per vedere l'effetto che fa. Un lupo cecoslovacco potrebbe, nel corso della sua adolescenza, manifestare la sua vocazione come arredatore d'interni prendendo la poltrona per il bracciolo e portandosela in giro per casa. E' qui che scopri che quando si adotta un cane è più importante valutarne il carattere che l'aspetto, ma è già troppo tardi.

Gli idioti se ne liberano. I vecchi divani si buttano in discarica. Se invece hai la maturità necessaria per imparare dai tuoi errori puoi rivolgerti ad un esperto.

Ma qui c'è la nota più dolente: capita che gli "esperti" scambiano le tendenze comportamentali per problemi comportamentali. E intervengono con una terapia laddove è necessaria una consulenza zooantropologica.

Chi interviene sulla relazione col cane ha una assoluta necessità di capire come si sono evoluti gli schemi comportamentali del cane. Quali differenze possono esserci tra le varie razze e come esse sono legate tra loro: in cosa si somigliano ed in cosa invece sono differenti.

Dalla morfologia di un cane è possibile farsi un'idea del suo carattere, di come vede il mondo e cercherà di rapportarsi alla famiglia in cui vive.

Capisci quante opzioni in più hai a disposizione con una visione del comportamento così ampia ed allo stesso tempo dettagliata?
Opzioni in più significa più risultati.

Conosci meglio il tuo cane. Ognuno di noi ha mille perchè sul comportamento del proprio cane. E' naturale quando ti interessa capirlo a fondo.

Com'è naturale che emergano altri mille perchè su ogni cane che incontri quando sei appassionato di cinofilia, etologia o zooantropologia.

Conoscere a fondo le motivazioni, i tempi ed i processi che hanno permesso l'addomesticamento del lupo e la creazione delle razze non è solo un argomento affascinante, ma permette di andare a fondo nello studio del comportamento del cane. E' un buon modo per cominciare a scalfire la superficie delle credenze comuni sul cane e cominciare un rispettoso viaggio di conoscenza.

A cura di Angelo Vaira

Istruttore cinofilo, Fondatore
ThinkDog

FONTE: La Via degli Animali

Stop agli animali nei circhi, presentata proposta di legge

martedì 25 novembre 2008

Roma, 24-11-08

La decisione su iniziativa di Gabriella Giammanco (Pdl), con un'adesione bipartisan, insieme a Gianluca Felicetti (Lega antivivisezione) e Carla Rocchi (Ente nazionale protezione animali).
Mai più animali costretti a esibirsi nei circhi, a subire addestramenti violenti, a vivere in piccole gabbie e a viaggire per tante ore rinchiusi in piccoli container. Questo l’obiettivo della proposta di legge che riguarda una serie di «norme per la graduale dismissione dell’uso degli animali da parte dei circhi e per il sostegno allo spettacolo circense.
L’iniziativa è stata presentata stamattina, nella sala stampa della Camera, dalla parlamentare del PdL Gabriella Giammanco assieme al presidente della Lega Anti Vivisezione, Gianluca Felicetti, e al presidente dell’Ente Nazionale Protezione Animali, Carla Rocchi. Presente anche la giornalista e conduttrice televisiva Licia Colò e l’attore Giorgio Panariello, da sempre molto vicini alle campagne per i diritti degli animali.
«Questa proposta di legge - ha detto Giammanco - non mira alla fine del circo. Anzi, i suoi contenuti artistici sono sicuramente apprezzabili per la presenza di professionisti come giocolieri, trapezisti, illusionisti e acrobati. Ma dice stop all’uso degli animali come principale forma d’intrattenimento. Il circo - ha spiegato - deve sapersi adeguare ai tempi, rispettando quei valori che una società civile vuole vengano rispettati. La sensibilità dei cittadini nei confronti dei diritti degli animali è cresciuta ed è divenuta, ormai, vera e propria acquisizione culturale. È proprio il mancato rispetto da parte dei circhi della dignità, della libertà, della natura degli animali che sta conducendo l’attività circense verso un inesorabile declino».
«La violenza a cui sono sottoposti gli animali del circo - ha sottolineato la parlamentare siciliana del PdL - è continua. Inizia, il più delle volte, con la cattura traumatizzante e prosegue con le condizioni di detenzione». Ecco perchè, ha evidenziato Giammanco, «spesso nei circhi si rilevano situazioni che costituiscono precise fattispecie di reato, penalmente sanzionabili dalla legge 189 del 2004 e dall’articolo 727 del codice penale sul maltrattamento degli animali». «L’obiettivo della proposta di legge - ha detto Giammanco - è quello di prevedere che i finanziamenti del Fondo Unico per lo Spettacolo, al momento assegnati secondo la vecchia legge n.337 del 1968 ai circhi equestri, siano destinati solo ai circhi e agli spettacoli viaggianti che non utilizzano animali. Inoltre la proposta vieta l’ingresso in Italia ai circhi con animali - ha concluso la deputata - e prevede che sia istituita, presso il ministero dell’Ambiente, una commissione che si occupi di gestire la dismissione graduale degli animali dai circhi, decidendo per loro la migliore sistemazione alternativa»
«Ho avuto la fortuna di vedere gli animali nel loro habitat naturale - ha detto Licia Colò - e anche se alcuni grandi circhi dicono che gli animali sono un bene prezioso, il fatto stesso di averli privati della libertà è sufficiente a sostenere che non debbano essere impiegati». Dello stesso avviso Giorgio Panariello che ha evidenziato come «finalmente si fa qualcosa. È possibile vivere di circo anche senza animali, lo dimostra il grande successo del Cirque du Soleil, tant’è che il mio prossimo spettacolo televisivo - ha annunciato l’attore toscano - avrà come autore uno dei grandi artefici del successo del circo canadese».

FONTE: La Zampa.it

La dilatazione e torsione dello stomaco

sabato 22 novembre 2008

Il complesso dilatazione e torsione gastrica, conosciuta anche come GDV (acronimo anglosassone), nella sua forma più frequente, cioè quella acuta, rappresenta un’emergenza veterinaria. Come dice già il nome si tratta di un’alterazione dello stomaco , frequente nel cane e piuttosto rara nel gatto, per cui questo si dilata e ruota intorno al suo asse.

Per capire un po’ meglio questa patologia e quali possono essere alcune delle sue complicazioni può essere utile immaginare (con un certo grado di approssimazione) il primo tratto dell’apparato gastroenterico del cane come una lunga calza con entrambe le estremità aperte. L’esofago, la prima porzione, corre lungo il collo, entra nel torace e alla fine di questo, all’altezza del diaframma, si congiunge allo stomaco. Lo stomaco si può immaginare come un allargamento della calza, che poi tende a restringersi nuovamente passando alla prima parte dell’intestino. Tutte le parti della “calza” sono ovviamente collegate in continuità tra loro, quindi è possibile far passare un qualsiasi oggetto attraverso la prima parte, nell’”allargamento”, fino alla seconda parte .Tenendo a mente questa immagine, potete visualizzare la dilatazione e torsione dello stomaco come un aumento di volume molto marcato della parte di calza che si allarga; così marcato, soprattutto per la presenza di gas, che , all’interno di uno spazio stretto come l’addome del cane, tende a ruotare su se stessa , cosicchè, alla fine, nessun oggetto riesce più né ad entrare né ad uscire da essa.

Il complesso GDV rappresenta un’emergenza veterinaria anche perché non ruota solo lo stomaco, ma anche importanti vasi sanguigni addominali e a volte anche la milza e questo causa gravissime conseguenze sullo stato generale dell’animale. La rotazione può essere da mezzo giro (180°) a un giro completo (360°).
Alcune razze di cani sono particolarmente predisposte alla dilatazione-torsione gastrica: sono di solito le razze grandi, con torace lungo e profondo, come alani, pastori tedeschi, san bernardo, boxer, setter, dobermann, etc.., ma, sebbene più raramente, la torsione può presentarsi anche in cani di altre razze. Non è stato identificato un unico fattore scatenante e questa patologia continua a riconoscere molti fattori predisponenti oltre, come detto, alla conformazione fisica.
Sembra che i cani che mangiano una sola volta al giorno o che comunque ingeriscono grosse quantità di cibo, magari facilmente fermentescibile (pasta, pane, riso, cereali, legumi, …), che bevono molta acqua durante o subito dopo il pasto, che mangiano con eccessiva velocità e voracità, ingurgitando quindi anche molta aria oltre al mangime, che fanno intensa attività fisica a ridosso del pasto, siano maggiormente predisposti. Anche difetti della motilità gastro-intestinale o del transito esofageo o della giunzione gastro-esofagea possano rappresentare fattori predisponenti.
Infine, molti animali vanno incontro alla GDV come complicazione di malattie croniche sottostanti. È di vitale importanza per l’animale che il proprietario riconosca precocemente i sintomi della GDV: di solito l’addome si dilata molto e il cane tenta di vomitare, ma ha spesso solo conati ed elimina non cibo, ma quasi sempre materiale schiumoso biancastro (simile al chiaro d’uovo) e sbava in maniera abbondante. A causa dell’abnorme dilatazione dell’addome e anche del dolore il cane ha difficoltà a respirare normalmente: aumenta allora la frequenza respiratoria e il povero animale tende ad allungare il collo e ad allargare le zampe anteriori per mettersi in una posizione più comoda per respirare meglio. È ovvio che, almeno inizialmente, tutto questo rende il nostro amico molto irrequieto e nervoso. Se il proprietario a questo punto non capisce la situazione di pericolo e non porta immediatamente Fido dal veterinario le probabilità che lui sopravviva diminuiscono rapidamente con il passare del tempo.

L’intervento del medico, accertata la patologia eventualmente anche con l’aiuto di radiografie, consiste intanto nel tentare di stabilizzare il cane attraverso una fluidoterapia mirata e quindi contemporaneamente nel tentare di svuotare e riposizionare lo stomaco. A tale scopo, dopo aver anestetizzato Fido si procede a fargli ingoiare una sonda abbastanza lunga da arrivare nello stomaco; il passaggio della sonda dovrebbe consentire di detorcere lo stomaco, svuotarlo e “lavarlo”(lavanda gastrica). Se questo processo va a buon fine il cane viene risvegliato e nelle 24-36 ore successive viene tenuto sotto controllo per valutare l’insorgenza di complicazioni (che purtroppo sono piuttosto frequenti): aritmie cardiache, problemi coagulativi, infezioni in seguito alla “morte” della parte dello stomaco (e/o della milza) che era torta, ….

La GDV è una patologia che tende a recidivare, per cui di solito si consiglia anche un intervento chirurgico che serve a “fissare” la posizione dello stomaco nell’addome, in modo che non possa più ruotare (ma questo intervento non impedisce che lo stomaco di dilati !!). Questo intervento, chiamato “gastropessi”, viene anche consigliato in urgenza in quelle - per fortuna rare - evenienze in cui il solo passaggio della sonda non svuota lo stomaco o non basta a farlo ritornare a posto.

FONTE: www.veterinariagiustiniana.com

Massacrati 2.300 cani in18 mesi in provincia di Roma

AIDAA: Sono oltre 2.300 i cani massacrati ed avvelenati nella provincia di Roma negli ultimi 18 mesi, il record spetta a Campagnano dove i cani ammazzati ed avvelenati sono stati negli ultimi due anni almeno 700 e di questi una buona parte sono stati ammazzati attraverso l'atroce sistema dei bocconi avvelentati.
Ma oltre a questo fenomeno drammatico c'è la questione del randagismo, fenomeno assolutamente diffuso e preoccupante anche nella regione Lazio dove secondo i dati del MINISTERO DELLA SALUTE nel Lazio ci sono oltre 60.000 i cani randagi liberi, rispetto ai 13,628 cani ospitati nei canili della regione e agli 833.000 cani di proprietà.
Nonostante il fenomeno del randagismo sia assolutamente preoccupante e che questa presenza di cani allo stato brado sia di fatto il motivo principale (anche se non l'unico) del fenomeno degli avvelenamenti che hanno portato a un vero e proprio massacro di cani sia randagi che di proprietà, anche in provincia di Roma vi sono alcune decine di comuni non in regola con i dettami della legge 281/91 che prevede l'obbligo del canile comunale o in convenzione, e l'obbligo del servizio di raccolta dei randagi presenti sul territorio e la loro sterilizzazione.

“I responsabili di tali inadempienza sono i sindaci - ci dice Lorenzo Croce presidente nazionale AIDAA - e per questo noi iniziando da Roma chiederemo di incontrare tutti i prefetti delle province Italiane, allo scopo di sensibilizzarli sulla problematica del randagismo e chiedere un loro autorevole intervento per imporre ai 1.600 sindaci italiani recalcitranti il rispetto della legge contro il randagismo. Cominciamo da Roma non solo perchè questa è la capitale, ma perchè qui più che altrove si stà verificando un vero e proprio massacro di cani specialmente nei paesi della campagna romana, massacro che secondo i nostri dati ha raggiunto proporzioni preoccupanti specialmente nel piccolo comune di Campagnano dove sono stati ammazzati 700 dei 2.300 cani che ci risultano essere stati avvelenanti negli ultimi diciotto mesi in tutto il territorio della provincia, compresa la capitale dove a nostro avviso sono stati ammazzati con il sistema dei bocconi avvelenati almeno centocinquanta cani tra randagi e di proprietà solo dall'inizio del 2008”

per info: 3478883546-3926552051

FONTE: www.prontofido.net

Andò in vacanza e lasciò morire il gatto: condannato a 3 mesi

Roma

Tre mesi di reclusione per uccisione di animali ai sensi dell’articolo 544 bis del Codice penale: questa la condanna inflitta dal Tribunale penale di Roma a un uomo ritenuto colpevole di aver abbandonato il suo gatto chiuso nell’appartamento con il caldo torrido di agosto, senza cibo nè acqua, lasciandolo morire. Lo riferisce la Lega antivivisezione, ricordando che la vicenda risale all’estate del 2005. Il Giudice Ramazzi - si legge in una nota - ha condannato l’uomo anche a risarcire i danni in favore della Lav, costituitasi parte civile, assistita dall’avvocato Luigi Viglione, e a pagare le spese legali.

I vicini di casa, accortisi della presenza del felino per i continui miagolii, rintracciarono il proprietario chiedendo spiegazioni. L’uomo, che inizialmente aveva comunicato il suo ritorno il giorno stesso, successivamente dichiarò di essere in vacanza e di non voler rientrare per occuparsi del gatto. Quando finalmente le Forze dell’Ordine entrarono nell’appartamento, una piccola mansarda arroventata dal sole, il gatto era disteso sul pavimento ancora agonizzante, estremamente sofferente, disidratato e dimagrito. Nonostante le cure veterinarie prestate, il gatto morì la notte stessa a causa della estrema disidratazione.
«Gli animali domestici che abitano le nostre case necessitano di assistenza, acqua e cibo, spazi adeguati e affetto sincero come ogni essere vivente: la loro vita dipende da coloro che decidono di ospitarli in casa e questa scelta è un’assunzione di responsabilità, ogni giorno dell’anno: una considerazione che può sembrare ovvia, ma i frequenti casi di abbandono di animali, in casa, nell’automobile o per strada, dimostrano che il rispetto dei diritti degli animali non è ancora patrimonio di tutti - dichiara Gianluca Felicetti, presidente della Lav - Questa condanna è importante, ottenuta grazie alla riforma del Codice penale introdotta nel 2004 dalla legge 189 in materia di maltrattamenti e uccisione di animali, e ci auguriamo possa scoraggiare comportamenti tanto superficiali ma colpevoli da arrecare danno alla vita altrui».

FONTE: La Zampa.it

Scompartimento ad hoc per le razze di qualunque taglia

mercoledì 19 novembre 2008

ROMA 18-11-2008

Via libera ai cani in treno ma stop alle razze ritenute pericolose. Inoltre, scompartimento ad hoc per le razze di qualunque taglia. Questa la nuova disciplina di Trenitalia, che partirà dal prossimo 1 dicembre. Le norme sono state presentate questa mattina alle Ferrovie dello Stato, alla presenza del sottosegretario al Welfare, Francesca Martini, e del sottosegretario al Turismo, Michela Brambilla, insieme ai dirigenti di Trenitalia e Ferrovie dello Stato.

In particolare, dal 1 dicembre prossimo i cani di piccola taglia, i gatti e gli altri piccoli animali da compagnia sono ammessi gratuitamente su tutti i treni nell’apposito trasportino.

I cani di qualunque taglia, muniti di museruola e guinzaglio, sono ammessi sui treni Ic Plus, Ic ed Espressi a pagamento, nell’ultimo scompartimento (negli ultimi sei posti delle carrozze a salone) dell’ultima carrozza di seconda classe. Il posto di fronte al viaggiatore con il cane non è prenotabile da un altro cliente.

Per quanto riguarda i cani reattivi, quelli appartenenti a razze ritenute pericolose non sono ammessi. È obbligatorio per tutti i cani ammessi al trasporto il certificato di iscrizione all’anagrafe canina. Sono le 17 razze canine considerate pericolose, una "lista nera" stilata per la prima volta nel 2003 dall’ex ministro della Salute, Girolamo Sirchia, e poi rimaneggiata negli anni.
Nella lista, la cui ultima versione risale all’ordinanza del ministero della Salute, firmata nel gennaio 2008 dall’ex ministro Livia Turco, figurano American Bulldog, cane da pastore di Charplanina, cane da pastore dell’Anatolia, cane da pastore dell’Asia centrale, cane da pastore del Caucaso, cane da Serra da Estreilla, Dogo Argentino, Fila brazileiro, Perro da canapo majoero, Perro da presa canario, Perro da presa Mallorquin, Pit bull, Pit bull mastiff, Pit bull terrier, Rafeiro do alentejo, Rottweiler, Tosa inu.

FONTE: La Zampa.it

Quanta pioggia! Che si fa?

martedì 18 novembre 2008

Eccolo lì. Sotto l'acqua. Il mio migliore amico e fratello mi guarda con quell'aria che vuol dire "possiamo tornare in auto adesso?!".

Tutt'altra cosa rispetto a quando un'ora prima abbiamo parcheggiato ed ho aperto il portellone: al mio permesso è saltato giù ed ha corso, libero, causando sprizzi d'acqua ad ogni balzo, con i goccioloni di pioggia sulla faccia e l'erba fradicia ad inzuppare il pelo fra le dita.

L'odore dell'erba e di pioggia è quello su cui mi soffermo, come ad entrare, seppur per breve tempo, nel mondo dell'olfatto, così spesso trascurato da noi umani e così tanto vissuto dai nostri amici cani.

Molti miei clienti e amici quando piove trascurano la bellezza di quanto possa accadere.

"In giornate piovose come queste che si fa?", mi chiedono.
Come a prendere accordo su un principio universale che nessuno può contraddire: col cattivo tempo si sta in casa.

Ed io rispondo sempre citando Billy Connolly:

"Non esiste il brutto tempo, solo i vestiti sbagliati!"

Anche in questo caso è meglio imparare dai cani e renderli ancora i nostri maestri. E' il cane che decide. Glielo chiedi: "ti va di uscire?" (certo chiediglielo col suo linguaggio, col rituale che mettete in atto prima di andare in passeggiata). Guarda cosa fa appena mette la testa sotto la pioggia. Se l'acqua non gli piace lo capisci subito, ma dagli una buona possibilità di mettersi in gioco. Per esempio, portalo in auto nel suo posto preferito; e lì comincia a camminare come se fosse la solita passeggiata.

Un consiglio per te: se non piove forte evita l'ombrello. Meglio un cappellino e un impermeabile (anche per le gambe), così ti gusti il momento!

Durante la passeggiata Lucky ha giocato con un labrador conosciuto giusto oggi. Lode al suo umano che lo porta fuori anche con questo tempo. Mi ha detto: "lo lasci pure, meglio se si conoscono da liberi" ed anche "eh... hanno bisogno anche loro, anche se piove!"... Grande!

Poi se ti va di ascoltare qualche consiglio su cosa fare nelle giornate di pioggia puoi scaricare una speciale registrazione audio GRATUITA.

Vi troverai la risposta a queste domande:
  • Quanto tempo deve passeggiare un cane ogni giorno?
  • Cosa puoi fare per il tuo cane nelle giornate piovose?
  • Cosa fare quando si lascia il cane a casa per diverse ore?
  • E' giusto far "sfogare" il cane al parco quando si rientra a casa dal lavoro?
  • Un semplice esercizio di educazione mentale e...
  • ...Come può aiutarti col richiamo?
  • Per i tecnici: cosa è l'arousal e cosa a che vedere con la concentrazione e la calma del cane?
In meno di dieci minuti le informazioni che fanno gola anche ai più esperti. Cosa aspetti? Mettilo sul tuo lettore mp3 ed ascoltalo in casa, auto, ufficio, metropolitana o quando vuoi tu...

A cura di Angelo Vaira

Istruttore cinofilo, Fondatore
ThinkDog

Potete scaricare la registrazione seguendo le indicazioni nel blog: La Via degli Animali

Strage di cuccioli sull'A10, LAV annuncia campagna

giovedì 13 novembre 2008

Confidiamo nel lavoro degli inquirenti per accertare la regolarità di questo trasporto di cuccioli che stanotte, sull’autostrada A10, è costato la vita a decine di loro e al trasportatore – dichiara Ilaria Innocenti, del settore Cani e Gatti della LAV Purtroppo le importazioni illegali di cuccioli di cani e gatti in Italia riguardano migliaia di animali, per un giro d’affari stimato in alcune centinaia di milioni di euro all’anno, con rischi per la sopravvivenza degli animali e pericoli sanitari per il nostro Paese.”

Per sensibilizzare i cittadini alla buona pratica di non acquistare un cucciolo ma di adottarlo da un rifugio, SABATO 29 e DOMENICA 30 NOVEMBRE la LAV sarà in 300 piazze d’Italia per raccogliere firme a sostegno di una petizione con la quale l’associazione chiede misure di controllo più efficaci e nuove leggi in materia di commercio di cani e gatti.

- LA LISTA
DELLE PIAZZE E' CONSULTABILE QUI

- LA PETIZIONE SI PUO' FIRMARE ANCHE ONLINE, CLICCARE
QUI

Ufficio stampa LAV 06 4461325 – 339 1742586
www.lav.it

NEWS: La LAV sarà in piazza anche SABATO 6 e DOMENICA 7 DICEMBRE, per ulteriori dettagli cliccare qui

Pellicce...li scuoiano vivi!!

sabato 8 novembre 2008

Oggi un evento importantissimo... Animalisti in piazza a manifestare contro le barbarie per soddisfare la vanità umana....Vergogna uomo primitivo dal cuore di pietra... assassino silenzioso...essere macchiato di sangue e sofferenza muta per abbellire la tua bruttezza d'animo...ti odio uomo cattivo senza etica e rispetto alla vita... grido piangendo sconvolta, disperata, per la visione di foto dimostrative, grido senza più fiato, per l'orrore che esiste verso animali torturati, uccisi, scuoiati vivi per una maggiore sofficità del pelo.... inconcepibile....inumano.... la causa non ha giustificazioni....prego un Dio che veglia il mondo...di illuminare quelle menti marce che meriterebbero solo l'oblio... chiedo disperata appello alle istituzioni, padri del potere, del giusto esempio, di intervenire esaltando il rispetto alla vita, ammonendo un commercio macchiato di sangue e di peccato. Il progresso regni maestoso... in quest'universo meraviglioso ricco di luce e d'amore...
Noi...angeli terreni...continueremo a lottare per una nobile causa...ogni essere merita vita dignitosa...Noi....ci saremo sempre!!!

Abbandonano la cagnolina Multa da 1400 euro

venerdì 7 novembre 2008

06-11-08

È una sentenza esemplare quella del giudice monocratico del tribunale di Modica, Giovanna Scibilia, che ha condannato due coniugi di Ispica a 700 euro di multa ciascuno, oltre al pagamento delle spese processuali, per aver abbandonato la loro cagnolina. La denuncia è partita da Valentina Raffa, delegata provinciale dell'Organizzazione per la protezione degli animali (Oipa). A segnalare il fatto all'Oipa era stato un cittadino, che denunciava un uomo per l'abbandono di un cucciolo nei pressi di un cassonetto dei rifiuti. Sulla segnanazione appariva anche la targa dell'auto che aveva 'scaricato' per strada il cane.
Al momento del ritrovamento la cucciola era tutta ricoperta di vernice rossa: è stata quindi soccorsa, ripulita e affidata ad una famiglia che l'ha adottata. "Si tratta di una sentenza esemplare", ha sottolineato Raffa, in quanto "l'abbandono di un animale è punito dalla legge; la decisione del giudice non può che infonderci fiducia. Anche perchè l'Oipa ha registrato un incremento del fenomeno dell'abbandono e proprio in questo periodo non riusciamo più a sopperire alle inadempienze dei comuni che, morosi e creditori nei confronti dei canili, non fruiscono più del servizio di raccolta e cura dei randagi".

FONTE:
www.libero-news.it
"PENSAVO FOSSE SPAZZATURA"

La sentenza esemplare del giudice monocratico del tribunale di Modica, Giovanna Scibilia, che ha inflitto una sanzione di 1400 euro a due coniugi, rei di avere abbandonato un cagnolino, ha destato notevole scalpore e merita un approfondimento. Ne abbiamo dato notizia proprio ieri, appena si è saputo della vicenda di questi due anziani coniugi ispicesi che, una volta tanto, sono stati colti in flagrante mentre legavano il cane a un cassonetto dell’immondizia. In realtà il processo ha appurato che è stato il marito ad eseguire “l’operazione”, ma ci è andata di mezzo anche la moglie, consenziente e favoreggiante. La difesa dell’uomo, al processo, è stata esemplare tanto quanto la sentenza. Essendo in campagna a fare lavori agricoli aveva riempito di rami e foglie un sacco nero che era finito nel baule della macchina assieme alla cagnolina anch’essa, per sfortuna, nera. Davanti al cassonetto l’uomo ha fatto un po’ di confusione e ha scaricato il cane, anziché il sacco nero. Insomma, un banale errore del quale si è accorto, una volta a casa confidandolo alla moglie. Beh, ormai era la frittata era fatta, cosa potevano farci? “ Magari tornare indietro” gli ha suggerito il magistrato. Altro argomento forte della difesa, che pare intenzionata a ricorrere in appello, pare sia stato che il cane non poteva considerarsi animale domestico, in quanto era stato trovato dai coniugi il giorno prima e, per parlare di abbandono, un cane deve stare in una casa un certo numero di giorni. Certo che in Italia mancheranno molte cose fondamentali, ma la fantasia si pesta per strada.

Oscar Grazioli

FONTE: www.libero-news.it

Animali, maestri di vita?

mercoledì 5 novembre 2008

Avete mai provato a guardare il vostro Fido o il vostro Micio e a pensare a lui come a qualcuno che vi può insegnare qualcosa di importante su voi stessi e sulla vostra vita?

L’artificioso stile di vita occidentale ha fatto sì che il nostro legame con gli animali sia diventato ormai quasi nullo. L’animale domestico è per molti l’unico vero legame non superficiale col mondo animale.

Tuttavia, per quanto li amiamo, a pochi di noi salta in mente di chiedersi se il proprio cane o gatto abbiano qualcosa da dirci o insegnarci. Certo, Fido non ci scriverà mai una lettera per svelarci i suoi segreti, e Micio non si siederà accanto a noi sorseggiando un tè e discettando di filosofia.

Ma siamo tanto sicuri che loro, come noi, non scendano su questa terra con un proprio piano evolutivo, e che non sia un caso che finiscano al fianco di una certa persona piuttosto che di un’altra?

Proviamo a osservare il nostro animale e a chiederci: “che cosa mi ha insegnato nella vita finora?”

Forse, con le sue difficoltà di comprensione, ci ha obbligato a sviluppare la pazienza e la considerazione per il punto di vista altrui; forse, attraverso una malattia, ci ha insegnato a prenderci cura con amore di un altro essere; forse, con la voglia di correre e giocare in compagnia sta cercando di insegnarci a divertirci di più.

Ma i suoi messaggi possono essere ancora più profondi.

I veterinari che hanno un approccio veramente olistico alla cura dell’animale riferiscono che non sono pochi i casi in cui esso presenta la stessa malattia dell’umano con cui vive, o addirittura la anticipa, come se volesse prendere su di sé una parte del peso.

Forse, il legame che esiste tra noi è più forte e più profondo di quanto abbiamo mai osato pensare.

Assumere questo nuovo punto di vista ci porta naturalmente a rispettarli ancora di più, e a porci nuove domande.

Ma allora, qual è la lezione che Fido è venuto a “imparare” e qual è il suo ruolo nella mia vita? In che modo posso cambiare il mio punto di vista per trovare la chiave delle nostre incomprensioni?

Spesso la situazione ci chiede di mettere in discussione noi stessi. Siamo troppo abituati a dare la colpa all’animale: “ha il vizio di tirare al guinzaglio perchè è un testardo”; “fa apposta a non rispondere quando lo chiamo”; “si comporta in un certo modo per farmi i dispetti”...

Consideriamo le nostre responsabilità: siamo sicuri che il nostro animale abbia capito cosa ci aspettiamo da lui? Ci siamo resi interessanti e autorevoli ai suoi occhi? Siamo coerenti? Abbiamo fatto qualcosa per rimediare? E se non ha funzionato, abbiamo tentato altre strade?

La relazione con l’animale, come tutte le relazioni, richiede presenza, capacità di ascolto, empatia, voglia di mettersi in discussione, disponibilità ad accettare aspetti dell’altro che non ci esaltano senza però fargliene una colpa e, nel caso degli animali, voglia e disponibilità a farsi capire da qualcuno che non parla la nostra stessa lingua.

Per capire i nostri amici a quattro zampe, studiamo i vari aspetti del comportamento animale, e poi affidiamoci anche all’ascolto diretto. Se siamo aperti e ricettivi, riusciremo anche a captare le loro emozioni, oppure immagini e persino parole o concetti.

Per ascoltare bisogna innanzitutto stare zitti, e poiché gli animali non usano le parole, non è sufficiente usare le orecchie: dobbiamo zittire anche la nostra mente, e focalizzarla sul nostro animale, mantenendola aperta e ricettiva.

Se consideriamo l’animale un essere degno di amore e di comprensione, necessariamente attiveremo nei suoi confronti tutte le risorse che attiveremmo nei confronti di un altro essere umano che desideriamo profondamente conoscere e amare.

E allora ci porremo anche domande come: in che modo è meglio educarlo? In che modo è meglio curarlo? In che modo è meglio alimentarlo? Come posso migliorare la sua qualità di vita?

Inizierà così un lungo, intricato, a volte difficile, ma al tempo stesso appagante e ricco percorso di ricerca nell’affascinante mondo degli animali.

A cura di Elena Grassi

FONTE: www.lifegate.it