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Quanta pioggia! Che si fa?

martedì 18 novembre 2008

Eccolo lì. Sotto l'acqua. Il mio migliore amico e fratello mi guarda con quell'aria che vuol dire "possiamo tornare in auto adesso?!".

Tutt'altra cosa rispetto a quando un'ora prima abbiamo parcheggiato ed ho aperto il portellone: al mio permesso è saltato giù ed ha corso, libero, causando sprizzi d'acqua ad ogni balzo, con i goccioloni di pioggia sulla faccia e l'erba fradicia ad inzuppare il pelo fra le dita.

L'odore dell'erba e di pioggia è quello su cui mi soffermo, come ad entrare, seppur per breve tempo, nel mondo dell'olfatto, così spesso trascurato da noi umani e così tanto vissuto dai nostri amici cani.

Molti miei clienti e amici quando piove trascurano la bellezza di quanto possa accadere.

"In giornate piovose come queste che si fa?", mi chiedono.
Come a prendere accordo su un principio universale che nessuno può contraddire: col cattivo tempo si sta in casa.

Ed io rispondo sempre citando Billy Connolly:

"Non esiste il brutto tempo, solo i vestiti sbagliati!"

Anche in questo caso è meglio imparare dai cani e renderli ancora i nostri maestri. E' il cane che decide. Glielo chiedi: "ti va di uscire?" (certo chiediglielo col suo linguaggio, col rituale che mettete in atto prima di andare in passeggiata). Guarda cosa fa appena mette la testa sotto la pioggia. Se l'acqua non gli piace lo capisci subito, ma dagli una buona possibilità di mettersi in gioco. Per esempio, portalo in auto nel suo posto preferito; e lì comincia a camminare come se fosse la solita passeggiata.

Un consiglio per te: se non piove forte evita l'ombrello. Meglio un cappellino e un impermeabile (anche per le gambe), così ti gusti il momento!

Durante la passeggiata Lucky ha giocato con un labrador conosciuto giusto oggi. Lode al suo umano che lo porta fuori anche con questo tempo. Mi ha detto: "lo lasci pure, meglio se si conoscono da liberi" ed anche "eh... hanno bisogno anche loro, anche se piove!"... Grande!

Poi se ti va di ascoltare qualche consiglio su cosa fare nelle giornate di pioggia puoi scaricare una speciale registrazione audio GRATUITA.

Vi troverai la risposta a queste domande:
  • Quanto tempo deve passeggiare un cane ogni giorno?
  • Cosa puoi fare per il tuo cane nelle giornate piovose?
  • Cosa fare quando si lascia il cane a casa per diverse ore?
  • E' giusto far "sfogare" il cane al parco quando si rientra a casa dal lavoro?
  • Un semplice esercizio di educazione mentale e...
  • ...Come può aiutarti col richiamo?
  • Per i tecnici: cosa è l'arousal e cosa a che vedere con la concentrazione e la calma del cane?
In meno di dieci minuti le informazioni che fanno gola anche ai più esperti. Cosa aspetti? Mettilo sul tuo lettore mp3 ed ascoltalo in casa, auto, ufficio, metropolitana o quando vuoi tu...

A cura di Angelo Vaira

Istruttore cinofilo, Fondatore
ThinkDog

Potete scaricare la registrazione seguendo le indicazioni nel blog: La Via degli Animali

Strage di cuccioli sull'A10, LAV annuncia campagna

giovedì 13 novembre 2008

“Confidiamo nel lavoro degli inquirenti per accertare la regolarità di questo trasporto di cuccioli che stanotte, sull’autostrada A10, è costato la vita a decine di loro e al trasportatore – dichiara Ilaria Innocenti, del settore Cani e Gatti della LAV – Purtroppo le importazioni illegali di cuccioli di cani e gatti in Italia riguardano migliaia di animali, per un giro d’affari stimato in alcune centinaia di milioni di euro all’anno, con rischi per la sopravvivenza degli animali e pericoli sanitari per il nostro Paese.”

Per sensibilizzare i cittadini alla buona pratica di non acquistare un cucciolo ma di adottarlo da un rifugio, SABATO 29 e DOMENICA 30 NOVEMBRE la LAV sarà in 300 piazze d’Italia per raccogliere firme a sostegno di una petizione con la quale l’associazione chiede misure di controllo più efficaci e nuove leggi in materia di commercio di cani e gatti.

- LA LISTA
DELLE PIAZZE E' CONSULTABILE QUI

- LA PETIZIONE SI PUO' FIRMARE ANCHE ONLINE, CLICCARE
QUI

Ufficio stampa LAV 06 4461325 – 339 1742586
www.lav.it

NEWS: La LAV sarà in piazza anche SABATO 6 e DOMENICA 7 DICEMBRE, per ulteriori dettagli cliccare qui

Pellicce...li scuoiano vivi!!

sabato 8 novembre 2008

Oggi un evento importantissimo... Animalisti in piazza a manifestare contro le barbarie per soddisfare la vanità umana....Vergogna uomo primitivo dal cuore di pietra... assassino silenzioso...essere macchiato di sangue e sofferenza muta per abbellire la tua bruttezza d'animo...ti odio uomo cattivo senza etica e rispetto alla vita... grido piangendo sconvolta, disperata, per la visione di foto dimostrative, grido senza più fiato, per l'orrore che esiste verso animali torturati, uccisi, scuoiati vivi per una maggiore sofficità del pelo.... inconcepibile....inumano.... la causa non ha giustificazioni....prego un Dio che veglia il mondo...di illuminare quelle menti marce che meriterebbero solo l'oblio... chiedo disperata appello alle istituzioni, padri del potere, del giusto esempio, di intervenire esaltando il rispetto alla vita, ammonendo un commercio macchiato di sangue e di peccato. Il progresso regni maestoso... in quest'universo meraviglioso ricco di luce e d'amore...
Noi...angeli terreni...continueremo a lottare per una nobile causa...ogni essere merita vita dignitosa...Noi....ci saremo sempre!!!

Abbandonano la cagnolina Multa da 1400 euro

venerdì 7 novembre 2008

06-11-08

È una sentenza esemplare quella del giudice monocratico del tribunale di Modica, Giovanna Scibilia, che ha condannato due coniugi di Ispica a 700 euro di multa ciascuno, oltre al pagamento delle spese processuali, per aver abbandonato la loro cagnolina. La denuncia è partita da Valentina Raffa, delegata provinciale dell'Organizzazione per la protezione degli animali (Oipa). A segnalare il fatto all'Oipa era stato un cittadino, che denunciava un uomo per l'abbandono di un cucciolo nei pressi di un cassonetto dei rifiuti. Sulla segnanazione appariva anche la targa dell'auto che aveva 'scaricato' per strada il cane.
Al momento del ritrovamento la cucciola era tutta ricoperta di vernice rossa: è stata quindi soccorsa, ripulita e affidata ad una famiglia che l'ha adottata. "Si tratta di una sentenza esemplare", ha sottolineato Raffa, in quanto "l'abbandono di un animale è punito dalla legge; la decisione del giudice non può che infonderci fiducia. Anche perchè l'Oipa ha registrato un incremento del fenomeno dell'abbandono e proprio in questo periodo non riusciamo più a sopperire alle inadempienze dei comuni che, morosi e creditori nei confronti dei canili, non fruiscono più del servizio di raccolta e cura dei randagi".

FONTE:
www.libero-news.it
"PENSAVO FOSSE SPAZZATURA"

La sentenza esemplare del giudice monocratico del tribunale di Modica, Giovanna Scibilia, che ha inflitto una sanzione di 1400 euro a due coniugi, rei di avere abbandonato un cagnolino, ha destato notevole scalpore e merita un approfondimento. Ne abbiamo dato notizia proprio ieri, appena si è saputo della vicenda di questi due anziani coniugi ispicesi che, una volta tanto, sono stati colti in flagrante mentre legavano il cane a un cassonetto dell’immondizia. In realtà il processo ha appurato che è stato il marito ad eseguire “l’operazione”, ma ci è andata di mezzo anche la moglie, consenziente e favoreggiante. La difesa dell’uomo, al processo, è stata esemplare tanto quanto la sentenza. Essendo in campagna a fare lavori agricoli aveva riempito di rami e foglie un sacco nero che era finito nel baule della macchina assieme alla cagnolina anch’essa, per sfortuna, nera. Davanti al cassonetto l’uomo ha fatto un po’ di confusione e ha scaricato il cane, anziché il sacco nero. Insomma, un banale errore del quale si è accorto, una volta a casa confidandolo alla moglie. Beh, ormai era la frittata era fatta, cosa potevano farci? “ Magari tornare indietro” gli ha suggerito il magistrato. Altro argomento forte della difesa, che pare intenzionata a ricorrere in appello, pare sia stato che il cane non poteva considerarsi animale domestico, in quanto era stato trovato dai coniugi il giorno prima e, per parlare di abbandono, un cane deve stare in una casa un certo numero di giorni. Certo che in Italia mancheranno molte cose fondamentali, ma la fantasia si pesta per strada.

Oscar Grazioli

FONTE: www.libero-news.it

Animali, maestri di vita?

mercoledì 5 novembre 2008

Avete mai provato a guardare il vostro Fido o il vostro Micio e a pensare a lui come a qualcuno che vi può insegnare qualcosa di importante su voi stessi e sulla vostra vita?

L’artificioso stile di vita occidentale ha fatto sì che il nostro legame con gli animali sia diventato ormai quasi nullo. L’animale domestico è per molti l’unico vero legame non superficiale col mondo animale.

Tuttavia, per quanto li amiamo, a pochi di noi salta in mente di chiedersi se il proprio cane o gatto abbiano qualcosa da dirci o insegnarci. Certo, Fido non ci scriverà mai una lettera per svelarci i suoi segreti, e Micio non si siederà accanto a noi sorseggiando un tè e discettando di filosofia.

Ma siamo tanto sicuri che loro, come noi, non scendano su questa terra con un proprio piano evolutivo, e che non sia un caso che finiscano al fianco di una certa persona piuttosto che di un’altra?

Proviamo a osservare il nostro animale e a chiederci: “che cosa mi ha insegnato nella vita finora?”

Forse, con le sue difficoltà di comprensione, ci ha obbligato a sviluppare la pazienza e la considerazione per il punto di vista altrui; forse, attraverso una malattia, ci ha insegnato a prenderci cura con amore di un altro essere; forse, con la voglia di correre e giocare in compagnia sta cercando di insegnarci a divertirci di più.

Ma i suoi messaggi possono essere ancora più profondi.

I veterinari che hanno un approccio veramente olistico alla cura dell’animale riferiscono che non sono pochi i casi in cui esso presenta la stessa malattia dell’umano con cui vive, o addirittura la anticipa, come se volesse prendere su di sé una parte del peso.

Forse, il legame che esiste tra noi è più forte e più profondo di quanto abbiamo mai osato pensare.

Assumere questo nuovo punto di vista ci porta naturalmente a rispettarli ancora di più, e a porci nuove domande.

Ma allora, qual è la lezione che Fido è venuto a “imparare” e qual è il suo ruolo nella mia vita? In che modo posso cambiare il mio punto di vista per trovare la chiave delle nostre incomprensioni?

Spesso la situazione ci chiede di mettere in discussione noi stessi. Siamo troppo abituati a dare la colpa all’animale: “ha il vizio di tirare al guinzaglio perchè è un testardo”; “fa apposta a non rispondere quando lo chiamo”; “si comporta in un certo modo per farmi i dispetti”...

Consideriamo le nostre responsabilità: siamo sicuri che il nostro animale abbia capito cosa ci aspettiamo da lui? Ci siamo resi interessanti e autorevoli ai suoi occhi? Siamo coerenti? Abbiamo fatto qualcosa per rimediare? E se non ha funzionato, abbiamo tentato altre strade?

La relazione con l’animale, come tutte le relazioni, richiede presenza, capacità di ascolto, empatia, voglia di mettersi in discussione, disponibilità ad accettare aspetti dell’altro che non ci esaltano senza però fargliene una colpa e, nel caso degli animali, voglia e disponibilità a farsi capire da qualcuno che non parla la nostra stessa lingua.

Per capire i nostri amici a quattro zampe, studiamo i vari aspetti del comportamento animale, e poi affidiamoci anche all’ascolto diretto. Se siamo aperti e ricettivi, riusciremo anche a captare le loro emozioni, oppure immagini e persino parole o concetti.

Per ascoltare bisogna innanzitutto stare zitti, e poiché gli animali non usano le parole, non è sufficiente usare le orecchie: dobbiamo zittire anche la nostra mente, e focalizzarla sul nostro animale, mantenendola aperta e ricettiva.

Se consideriamo l’animale un essere degno di amore e di comprensione, necessariamente attiveremo nei suoi confronti tutte le risorse che attiveremmo nei confronti di un altro essere umano che desideriamo profondamente conoscere e amare.

E allora ci porremo anche domande come: in che modo è meglio educarlo? In che modo è meglio curarlo? In che modo è meglio alimentarlo? Come posso migliorare la sua qualità di vita?

Inizierà così un lungo, intricato, a volte difficile, ma al tempo stesso appagante e ricco percorso di ricerca nell’affascinante mondo degli animali.

A cura di Elena Grassi

FONTE: www.lifegate.it

Come somministrare i farmaci al gatto

domenica 2 novembre 2008

Pillole e pastiglie

I gatti non amano ingerire pastiglie. Quando è necessario somministrargliele, questa può essere una tecnica molto valida:

- inginocchiatevi sul pavimento, il gatto fra le ginocchia e con la testa rivolta in avanti. Imprigionategli le zampe anteriori serrando le cosce, le caviglie incrociate in modo che non possa scappare all'indietro. Assicuratevi che non possa divincolarsi, in modo da non potervi graffiare. Appoggiategli il palmo di una mano sulla testa, con il pollice e l'indice ai due lati della bocca: premendo leggermente e rovesciandogli appena la testa all'indietro dovreste riuscire a fargli aprire la bocca. Altrimenti, abbassategli la mascella, appoggiando il medio dell'altra mano sugli incisivi inferiori. La pillola dovrebbe essere mantenuta fra l'indice e il pollice della stessa. Assicuratevi di avere una buona illuminazione, che vi permetta di vedere all'interno della bocca: dovrete posizionare la pillola sulla lingua, il più in fondo possibile. Permettetegli di richiudere la bocca, e mantenendogli sempre la testa un po' alzata, massaggiategli gentilmente la gola finchè non inghiotte, quindi lasciatelo scappare libero [non sottovalutate l'abilità dei gatti nel far finta di inghiottire, sono state ritrovate medicine nei luoghi più impensati, ndt]. Dal vostro veterinario potete reperire un "lanciapillole": è una specie di siringa che, una volta introdotta nella bocca del gatto, rende semplice posizionare la medicina in fondo alla lingua.

Un altro sistema consiste nell'acquistare delle capsule di gelatina, svuotarle del contenuto e riempirle con la pillola o le pillole da somministrare al gatto. Questo è molto comodo nel caso si debbano somministrare pillole molto piccole o più di una per volta. Molti negozi (specialmente di alimenti biologici) vendono capsule di gelatina vuote, di misura 00. Attenzione che la comune gelatina sia realmente l'unico ingrediente: questa si scioglierà senza nessun danno per il vostro gatto, mentre eventuali additivi potrebbero non essere molto adatti!

Potete anche ricorrere, in maniera meno traumatizzante, ad un piccolo inganno [chiedete SEMPRE al veterinario se il medicinale in questione può essere somministrato a stomaco pieno, ndt]. Cercate di introdurre la pillola in un'offerta di cibo che il vostro gatto gradisca: ad es, polpette di carne... Quindi offritegliela sulla punta di un dito: è possibile che nel mangiare il bocconcino ingerisca la medicina senza neanche accorgersene! Molti gatti, tuttavia, imparano presto a mangiare tutto tranne la pillola!

Liquidi e sciroppi

Se non riuscite a farglieli leccare direttamente dal cucchiaino, per la somministrazione di liquidi potete utilizzare nuovamente una siringa piccola, priva di ago, con la quale iniettarli lentamente in bocca [i denti ferini non combaciano completamente, ed è molto facile far passare la siringa inserendola lateralmente, ndt]. Benchè sia infrequente che il gatto respiri con la bocca, e che il liquido possa andargli di traverso, è comunque opportuno dargli il tempo di deglutire prima di iniettarne altro.

I gatti vomitano con grande facilità e senza molta pena, specie se quello che hanno inghiottito non gli piace. Controllatelo per qualche tempo dopo la somministrazione: non è improbabile che rigetti la medicina appena girato l'angolo. Qualche croccantino dopo la somministrazione dovrebbe evitare questo tipo di problema.

Applicazioni topiche

Se dovete pulire, medicare o applicare una medicina localmente, provate questo sistema, specialmente se il gatto è recalcitrante:

- non iniziate subito con la zona interessata. Distraete il gatto accarezzandolo dove gli piace [generalmente la testa, il collo e la zona dietro le orecchie, ndt], parlandogli dolcemente e a lungo. Avvicinatevi alla zona da trattare gradualmente, per permettergli di abituarsi alla sensazione. A seconda del temperamento e della medicazione, potrebbe volerci più o meno tempo. Raggiunta l'area da curare, mentre effettuate il trattamento se possibile distraetelo con i croccantini, e ditegli quanto è stato buono...

A meno che non si tratti di una medicazione urgente, meglio non forzare: per trattamenti da ripetersi nel tempo è molto meglio arrivare a far tollerare la cura senza costrizioni, associandola con esperienze piacevoli.

Se invece fosse necessario provvedere subito al trattamento, afferratelo per la collottola, con una certa fermezza, e spingete la testa verso il basso: il veterinario vi può mostrare la tecnica corretta. Per i casi limite, quando il gatto reagisca aggressivamente, è preferibile immobilizzarlo con un asciugamano avvolto strettamente, per impedirgli di graffiare.

FONTE: www.inseparabile.com

Acne felina

I gatti sono affetti dall'acne al pari degli umani: ne sono responsabili le ghiandole sebacee localizzate sul mento, che causano depositi di materiale grasso contenente batteri, visibili come piccoli punti neri, o tracce di sporco. Le cause variano da fattori igienici a disfunzioni metaboliche, comprendendo anche eventuali allergie alimentari (ad esempio al lattosio contenuto nel latte, come alcune persone per il cacao). Talvolta il problema è originato da una inaccurata pulizia del mento ad opera del gatto stesso.

E' molto importante osservare una scrupolosa igiene delle stoviglie utilizzate dal gatto, per evitare che si sviluppi un'infezione: l'acne è sempre associata con la presenza di batteri. Quando il gatto mangia, il suo mento lascia dei residui batterici sulle pareti della scodella. Se questi non vengono rimossi, al prossimo utilizzo si spargeranno nuovamente per tutto il muso, creando le condizioni ideali per una follicolite.

CONSIGLI GENERALI:

- utilizzate ciotole di vetro o di acciaio inossidabile. E' quasi impossibile rimuovere i batteri da quelle di plastica.

-
lavate le ciotole dell'acqua e del cibo quotidianamente: questo eviterà il peggiorare della situazione. Soprattutto dove vi siano più gatti, questo evita che l'infezione si propaghi a tutti quanti.

- disinfettategli quotidianamente il mento con un prodotto consigliato dal veterinario. "Nolvasan", "Xenodine", "Betadine" sono comunemente utilizzabili. Nei casi più severi, ripetete l'operazione per due volte al giorno. NON USATE MAI DISINFETTANTI PER L'ACNE UMANA: sono troppo concentrati per l'epidermide del gatto e possono causare serie complicazioni. Analogamente, NON spremete i punti neri, ma detergeteli solamente.

E' indispensabile consultare il veterinario se l'acne non si risolve nel giro di una settimana o due, o se compaiono foruncoli e pustole infiammate. Potrebbe essere necessario un trattamento antibiotico o altro. Quando la situazione migliora, prendete l'abitudine di disinfettargli il mento settimanalmente, a scopo preventivo.

FONTE: www.inseparabile.com