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Animali, maestri di vita?

mercoledì 5 novembre 2008

Avete mai provato a guardare il vostro Fido o il vostro Micio e a pensare a lui come a qualcuno che vi può insegnare qualcosa di importante su voi stessi e sulla vostra vita?

L’artificioso stile di vita occidentale ha fatto sì che il nostro legame con gli animali sia diventato ormai quasi nullo. L’animale domestico è per molti l’unico vero legame non superficiale col mondo animale.

Tuttavia, per quanto li amiamo, a pochi di noi salta in mente di chiedersi se il proprio cane o gatto abbiano qualcosa da dirci o insegnarci. Certo, Fido non ci scriverà mai una lettera per svelarci i suoi segreti, e Micio non si siederà accanto a noi sorseggiando un tè e discettando di filosofia.

Ma siamo tanto sicuri che loro, come noi, non scendano su questa terra con un proprio piano evolutivo, e che non sia un caso che finiscano al fianco di una certa persona piuttosto che di un’altra?

Proviamo a osservare il nostro animale e a chiederci: “che cosa mi ha insegnato nella vita finora?”

Forse, con le sue difficoltà di comprensione, ci ha obbligato a sviluppare la pazienza e la considerazione per il punto di vista altrui; forse, attraverso una malattia, ci ha insegnato a prenderci cura con amore di un altro essere; forse, con la voglia di correre e giocare in compagnia sta cercando di insegnarci a divertirci di più.

Ma i suoi messaggi possono essere ancora più profondi.

I veterinari che hanno un approccio veramente olistico alla cura dell’animale riferiscono che non sono pochi i casi in cui esso presenta la stessa malattia dell’umano con cui vive, o addirittura la anticipa, come se volesse prendere su di sé una parte del peso.

Forse, il legame che esiste tra noi è più forte e più profondo di quanto abbiamo mai osato pensare.

Assumere questo nuovo punto di vista ci porta naturalmente a rispettarli ancora di più, e a porci nuove domande.

Ma allora, qual è la lezione che Fido è venuto a “imparare” e qual è il suo ruolo nella mia vita? In che modo posso cambiare il mio punto di vista per trovare la chiave delle nostre incomprensioni?

Spesso la situazione ci chiede di mettere in discussione noi stessi. Siamo troppo abituati a dare la colpa all’animale: “ha il vizio di tirare al guinzaglio perchè è un testardo”; “fa apposta a non rispondere quando lo chiamo”; “si comporta in un certo modo per farmi i dispetti”...

Consideriamo le nostre responsabilità: siamo sicuri che il nostro animale abbia capito cosa ci aspettiamo da lui? Ci siamo resi interessanti e autorevoli ai suoi occhi? Siamo coerenti? Abbiamo fatto qualcosa per rimediare? E se non ha funzionato, abbiamo tentato altre strade?

La relazione con l’animale, come tutte le relazioni, richiede presenza, capacità di ascolto, empatia, voglia di mettersi in discussione, disponibilità ad accettare aspetti dell’altro che non ci esaltano senza però fargliene una colpa e, nel caso degli animali, voglia e disponibilità a farsi capire da qualcuno che non parla la nostra stessa lingua.

Per capire i nostri amici a quattro zampe, studiamo i vari aspetti del comportamento animale, e poi affidiamoci anche all’ascolto diretto. Se siamo aperti e ricettivi, riusciremo anche a captare le loro emozioni, oppure immagini e persino parole o concetti.

Per ascoltare bisogna innanzitutto stare zitti, e poiché gli animali non usano le parole, non è sufficiente usare le orecchie: dobbiamo zittire anche la nostra mente, e focalizzarla sul nostro animale, mantenendola aperta e ricettiva.

Se consideriamo l’animale un essere degno di amore e di comprensione, necessariamente attiveremo nei suoi confronti tutte le risorse che attiveremmo nei confronti di un altro essere umano che desideriamo profondamente conoscere e amare.

E allora ci porremo anche domande come: in che modo è meglio educarlo? In che modo è meglio curarlo? In che modo è meglio alimentarlo? Come posso migliorare la sua qualità di vita?

Inizierà così un lungo, intricato, a volte difficile, ma al tempo stesso appagante e ricco percorso di ricerca nell’affascinante mondo degli animali.

A cura di Elena Grassi

FONTE: www.lifegate.it

Come somministrare i farmaci al gatto

domenica 2 novembre 2008

Pillole e pastiglie

I gatti non amano ingerire pastiglie. Quando è necessario somministrargliele, questa può essere una tecnica molto valida:

- inginocchiatevi sul pavimento, il gatto fra le ginocchia e con la testa rivolta in avanti. Imprigionategli le zampe anteriori serrando le cosce, le caviglie incrociate in modo che non possa scappare all'indietro. Assicuratevi che non possa divincolarsi, in modo da non potervi graffiare. Appoggiategli il palmo di una mano sulla testa, con il pollice e l'indice ai due lati della bocca: premendo leggermente e rovesciandogli appena la testa all'indietro dovreste riuscire a fargli aprire la bocca. Altrimenti, abbassategli la mascella, appoggiando il medio dell'altra mano sugli incisivi inferiori. La pillola dovrebbe essere mantenuta fra l'indice e il pollice della stessa. Assicuratevi di avere una buona illuminazione, che vi permetta di vedere all'interno della bocca: dovrete posizionare la pillola sulla lingua, il più in fondo possibile. Permettetegli di richiudere la bocca, e mantenendogli sempre la testa un po' alzata, massaggiategli gentilmente la gola finchè non inghiotte, quindi lasciatelo scappare libero [non sottovalutate l'abilità dei gatti nel far finta di inghiottire, sono state ritrovate medicine nei luoghi più impensati, ndt]. Dal vostro veterinario potete reperire un "lanciapillole": è una specie di siringa che, una volta introdotta nella bocca del gatto, rende semplice posizionare la medicina in fondo alla lingua.

Un altro sistema consiste nell'acquistare delle capsule di gelatina, svuotarle del contenuto e riempirle con la pillola o le pillole da somministrare al gatto. Questo è molto comodo nel caso si debbano somministrare pillole molto piccole o più di una per volta. Molti negozi (specialmente di alimenti biologici) vendono capsule di gelatina vuote, di misura 00. Attenzione che la comune gelatina sia realmente l'unico ingrediente: questa si scioglierà senza nessun danno per il vostro gatto, mentre eventuali additivi potrebbero non essere molto adatti!

Potete anche ricorrere, in maniera meno traumatizzante, ad un piccolo inganno [chiedete SEMPRE al veterinario se il medicinale in questione può essere somministrato a stomaco pieno, ndt]. Cercate di introdurre la pillola in un'offerta di cibo che il vostro gatto gradisca: ad es, polpette di carne... Quindi offritegliela sulla punta di un dito: è possibile che nel mangiare il bocconcino ingerisca la medicina senza neanche accorgersene! Molti gatti, tuttavia, imparano presto a mangiare tutto tranne la pillola!

Liquidi e sciroppi

Se non riuscite a farglieli leccare direttamente dal cucchiaino, per la somministrazione di liquidi potete utilizzare nuovamente una siringa piccola, priva di ago, con la quale iniettarli lentamente in bocca [i denti ferini non combaciano completamente, ed è molto facile far passare la siringa inserendola lateralmente, ndt]. Benchè sia infrequente che il gatto respiri con la bocca, e che il liquido possa andargli di traverso, è comunque opportuno dargli il tempo di deglutire prima di iniettarne altro.

I gatti vomitano con grande facilità e senza molta pena, specie se quello che hanno inghiottito non gli piace. Controllatelo per qualche tempo dopo la somministrazione: non è improbabile che rigetti la medicina appena girato l'angolo. Qualche croccantino dopo la somministrazione dovrebbe evitare questo tipo di problema.

Applicazioni topiche

Se dovete pulire, medicare o applicare una medicina localmente, provate questo sistema, specialmente se il gatto è recalcitrante:

- non iniziate subito con la zona interessata. Distraete il gatto accarezzandolo dove gli piace [generalmente la testa, il collo e la zona dietro le orecchie, ndt], parlandogli dolcemente e a lungo. Avvicinatevi alla zona da trattare gradualmente, per permettergli di abituarsi alla sensazione. A seconda del temperamento e della medicazione, potrebbe volerci più o meno tempo. Raggiunta l'area da curare, mentre effettuate il trattamento se possibile distraetelo con i croccantini, e ditegli quanto è stato buono...

A meno che non si tratti di una medicazione urgente, meglio non forzare: per trattamenti da ripetersi nel tempo è molto meglio arrivare a far tollerare la cura senza costrizioni, associandola con esperienze piacevoli.

Se invece fosse necessario provvedere subito al trattamento, afferratelo per la collottola, con una certa fermezza, e spingete la testa verso il basso: il veterinario vi può mostrare la tecnica corretta. Per i casi limite, quando il gatto reagisca aggressivamente, è preferibile immobilizzarlo con un asciugamano avvolto strettamente, per impedirgli di graffiare.

FONTE: www.inseparabile.com

Acne felina

I gatti sono affetti dall'acne al pari degli umani: ne sono responsabili le ghiandole sebacee localizzate sul mento, che causano depositi di materiale grasso contenente batteri, visibili come piccoli punti neri, o tracce di sporco. Le cause variano da fattori igienici a disfunzioni metaboliche, comprendendo anche eventuali allergie alimentari (ad esempio al lattosio contenuto nel latte, come alcune persone per il cacao). Talvolta il problema è originato da una inaccurata pulizia del mento ad opera del gatto stesso.

E' molto importante osservare una scrupolosa igiene delle stoviglie utilizzate dal gatto, per evitare che si sviluppi un'infezione: l'acne è sempre associata con la presenza di batteri. Quando il gatto mangia, il suo mento lascia dei residui batterici sulle pareti della scodella. Se questi non vengono rimossi, al prossimo utilizzo si spargeranno nuovamente per tutto il muso, creando le condizioni ideali per una follicolite.

CONSIGLI GENERALI:

- utilizzate ciotole di vetro o di acciaio inossidabile. E' quasi impossibile rimuovere i batteri da quelle di plastica.

-
lavate le ciotole dell'acqua e del cibo quotidianamente: questo eviterà il peggiorare della situazione. Soprattutto dove vi siano più gatti, questo evita che l'infezione si propaghi a tutti quanti.

- disinfettategli quotidianamente il mento con un prodotto consigliato dal veterinario. "Nolvasan", "Xenodine", "Betadine" sono comunemente utilizzabili. Nei casi più severi, ripetete l'operazione per due volte al giorno. NON USATE MAI DISINFETTANTI PER L'ACNE UMANA: sono troppo concentrati per l'epidermide del gatto e possono causare serie complicazioni. Analogamente, NON spremete i punti neri, ma detergeteli solamente.

E' indispensabile consultare il veterinario se l'acne non si risolve nel giro di una settimana o due, o se compaiono foruncoli e pustole infiammate. Potrebbe essere necessario un trattamento antibiotico o altro. Quando la situazione migliora, prendete l'abitudine di disinfettargli il mento settimanalmente, a scopo preventivo.

FONTE: www.inseparabile.com

La Piometra

giovedì 30 ottobre 2008

La Piometra è letteralmente l’infezione purulenta dell’utero. In un animale femmina “intero”, cioè non ovarioisterectomizzato, l’utero si può rappresentare con adeguata approssimazione come un sacchetto dotato di due lunghe “corna”, posto nella zona ventro-caudale dell’addome. Quando l’animale non è gravido l’utero è dotato di una cavità quasi “virtuale” e le pareti praticamente si toccano tra loro; in queste circostanze non è palpabile dall’esterno, non è visualizzabile in radiografia ed è difficilmente visibile anche in ecografia.

COS'E'

Quando si ha la piometra l’utero si trasforma letteralmente in una “sacca di pus”, a questo punto ci sono due possibilità: in un caso il pus trova uno sbocco esterno attraverso la cervice uterina aperta e la vagina e quindi fuoriesce appunto all’esterno (si parla in questo caso di “piometra aperta”); nell’altro caso la cervice uterina resta chiusa e il pus rimane chiuso all’interno dell’utero (si parla in questo caso di “piometra chiusa”).
La piometra di solito (ma non è una regola fissa) si presenta in animali adulti, molto spesso a distanza di circa due mesi dal calore - ma come al solito non è una regola ferrea - nella fase del ciclo cosiddetta “diestrale” (quella caratterizzata dall’aumento del progesterone). Tra i fattori scatenanti dell’infezione c’è appunto la stimolazione ormonale cronica sull’utero, data dalla successione nel tempo di diversi cicli estrali ( come avviene normalmente nelle femmine non sterilizzate); questa stimolazione ormonale in alcuni casi modifica la mucosa uterina tanto da renderla più suscettibile all’azione di quei batteri che normalmente sono presenti nell’utero subito dopo il calore. Anche la somministrazione di estrogeni da parte del proprietario o del veterinario per prevenire indesiderate gravidanze rappresenta un fattore predisponente allo sviluppo di questa infezione (uno dei motivi per cui nel nostro ambulatorio consigliamo l’intervento chirurgico di ovarioisterectomia piuttosto che la somministrazione di farmaci). Anche la ritenzione uterina di feti morti (evenienza di cui un proprietario può anche non accorgersi se la morte avviene in una fase abbastanza precoce della gravidanza o se il numero dei feti non è stato identificato prima del parto) può rappresentare una causa di infezione uterina.
La piometra è un’infezione grave, potenzialmente mortale se non diagnosticata e trattata tempestivamente.

SINTOMI E DIAGNOSI

La diagnosi della forma aperta è ovviamente più agevole. È lo stesso proprietario che spesso si accorge dello scolo vulvare, che ha aspetto da siero-emorragico tendenzialmente limpido o appena viscoso a francamente purulento, denso, biancastro o più o meno rosato e di odore spesso fetido.
Quando il pus trova uno sfogo all’esterno, la piometra tende ad essere meno aggressiva e questo, associato spesso ad una diagnosi e ad una terapia più precoce, rende la prognosi più favorevole.
Altro discorso è per la piometra chiusa, infezione spesso subdola e più difficile da diagnosticare.
Il proprietario può notare che il suo animale mangia meno, si stanca più facilmente, a volte manifesta vomito e dolore o distensione addominale. Quasi sempre si presentano poliuria (cioè aumento della produzione di urine), e/o polidipsia (aumento della sete e quindi della quantità di acqua consumata giornalmente). La comparsa dei sintomi o il loro riconoscimento da parte del proprietario possono purtroppo essere tardivi e questo può complicare diagnosi e prognosi.

Una visita precoce dal veterinario può letteralmente salvare la vita al cane: una visita clinica completa, compresa una delicata palpazione dell’addome (troppa energia può causare la rottura dell’utero e una gravissima peritonite conseguente), eventuali esami del sangue (che possono evidenziare, oltre all’infezione, anche alterazioni della funzionalità di alcuni organi, come fegato e reni, spesso legate alla piometra come conseguenza e della disidratazione e della disseminazione di batteri e tossine dall’utero al resto dell’organismo) radiografie dell’addome ed ecografia (esame diagnostico d’elezione nella diagnosi di questa patologia) possono consentire una rapida diagnosi e una rapida terapia.
Se il proprietario invece non si accorge di questi sintomi o non da loro il giusto peso, l’infezione può progredire e l’animale può morire per una grave setticemia (complicazione della sola piometra o della peritonite che può insorgere se l’utero pieno di pus si rompe e si apre nell’addome).

TERAPIA

La terapia della piometra può essere farmacologica o chirurgica. I farmaci utilizzati sono ovviamente antibiotici, ma anche alcune sostanze che favoriscono le contrazioni dell’utero facilitando quindi la fuoriuscita del materiale all’esterno. La chirurgia invece consiste nell’asportazione dell’utero (e spesso delle ovaie laddove siano ancora presenti).
Nel nostro ambulatorio preferiamo la soluzione chirurgica per un paio di ragioni.
Primo perché siamo sicure della corretta risoluzione del problema, mentre la sola terapia antibiotica non garantisce la risoluzione completa dell’infezione e la stimolazione della contrattilità dell’utero qualora questo sia pieno di pus non è esente da rischi come la rottura dell’utero stesso o la fuoriuscita del pus in addome dalle tube di falloppio ( con conseguente grave peritonite purulenta). Secondo perché spesso un animale che ha risolto farmacologicamente una piometra, ha grosse probabilità di andare incontro alla stessa patologia al successivo calore e non necessariamente la diagnosi sarà ancora sufficientemente tempestiva.
Quindi se il vostro animale è intero (e non necessariamente anziano, perché la piometra, benché più raramente, può presentarsi anche in animali giovani) e manifesta qualcuno o tutti i sintomi sopra descritti, o magari non ha chiari sintomi e voi avete solo qualche dubbio, il mio consiglio è di portarlo prima possibile dal vostro veterinario; se non è niente di grave gli avrete fatto fare comunque un controllo, ma se ha una piometra probabilmente gli garantirete un trattamento tempestivo e una prognosi forse più favorevole.

N.d.a. Per semplificare la discussione non ho parlato della “piometra del moncone”, l’infezione purulenta del moncone uterino lasciato in sede dopo la sterilizzazione. È un’evenienza piuttosto rara, ma se dopo la sterilizzazione resta in sede anche parte del corpo uterino oltre alla cervice, questo tessuto, (soprattutto se è rimasto in sede anche del tessuto ovarico funzionante) può andare incontro ad infezione. La patologia, del tutto sovrapponibile alla piometra classica, può essere di difficile diagnosi proprio perchè tendenzialmente più rara.

FONTE: www.veterinariagiustiniana.com

Milano, finti mediatori per cani smarriti

mercoledì 29 ottobre 2008

La truffa è stata segnalata a Milano ma attenzione ovunque!

Attenzione a inondare la città di volantini con la foto di Fido scomparso: c’è anche chi approfitta della situazione, proponendosi come mediatore con i presunti rapitori, per cifre che vanno dai 100 ai 300 euro. La truffa è segnalata dall’associazione italiana difesa animali e ambiente (Aidaa), che ha presentato un esposto alla Procura milanese.

Pare che nell’imbroglio siano già cascate una quindicina di persone, contattate telefonicamente dall’intermediario, che si diceva amico degli zingari che avevano rapito il cane. I padroni, ansiosi di ritrovare i loro amici a quattro zampe, si sono recati fiduciosi all’appuntamento ma, dopo aver consegnato la cifra stabilita al furfante, lo hanno visto dileguarsi, con la scusa di rintracciare il rapitore, all’interno di un campo nomadi.

FONTE: La Zampa.it

Modulistica

lunedì 27 ottobre 2008

Moduli importanti disponibili online. In particolare ricordo di prestare molta attenzione al modulo d'affido, fondamentale quando si decide di dare un animale in adozione. Deve essere redatto in duplice copia e per essere valido sono necessarie entrambe le firme, dell'affidante e dell'affidatario, non devono poi mancare i necessari controlli post-adozione che a volte sono troppo sottovalutati!

Da www.ilcercapadrone.it

- MODULO D'AFFIDO: QUI
- MODULO POST-ADOZIONE: QUI
- MODULO DENUNCIA ABBANDONO E DENUNCIA MALTRATTAMENTO: QUI

Manifestazione nazionale contro le pellicce

SABATO 8 NOVEMBRE 2008

A ROMA

Ritrovo alle 14.30 in Piazza della Repubblica


Il corteo attraverserà il centro della città e terminerà in P.zza Venezia dove da un palco prenderanno la parola i rappresentati delle associazioni animaliste.


Se acquisti una pelliccia o un capo contenente bordi in pelliccia, purtroppo diventato una moda anche tra i più giovani, sei silenziosamente colpevole del massacro di milioni di animali allevati negli allevamenti intensivi, veri e propri lager che non considerano minimamente le esigenze naturali di un essere vivente. Gli animali sono sottoposti per tutta la loro vita a continuo stress, a causa della vita in gabbie ridottissime in cui vengono costretti a subire correnti d’aria e freddo per rinfoltire il pelo e le femmine divengono spesso “macchine” forzate alla riproduzione. Infine questa sorta di “vita” conduce ad una morte certa altrettanto dolorosa perché ottenuta con soffocamento, annegamento, bastonate ed elettroshock. Nei giorni successivi alla manifestazione consegneremo al Parlamento le decine di migliaia di firme raccolte per chiedere la chiusura degli allevamenti di animali da pelliccia, così come accaduto in molti paesi Europei, dove è proibito l’allevamento di qualsiasi specie di animali da pelliccia.

Uniamoci contro le pellicce! Affinché, anche in un paese civile come l’Italia venga approvata una legge per il divieto degli allevamenti di animali da pelliccia.

IL VOLANTINO INFORMATIVO E LA LOCANDINA "OIPA ITALIA" SONO SCARICABILI, QUI