Codice Fiscale: 97508700586


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“Ordinanza contingibile ed urgente recante misure per garantire la tutela e il benessere degli animali di affezione”

mercoledì 9 settembre 2009

Sottoscritta dal Sottosegretario alla Salute On. Francesca Martini lo scorso 16 luglio, l'ordinanza è stata pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale n. 207 del 7-9-2009, speriamo si trasformi presto in "Legge" per essere maggiormente efficace contro il randagismo.

Cosa ordina:
  • 1. L'affidamento del servizio di mantenimento e gestione, da parte dei Comuni, dei cani randagi posti sotto la loro responsabilita' secondo le norme vigenti, deve tener conto della natura di esseri senzienti degli animali, applicando i requisiti di cui al comma 2 anche alle procedure di cui agli articoli 55 e 56 del decreto legislativo 12 aprile 2006, n. 163.
  • 2. I Comuni, ai fini dell'attuazione del comma 1, quali livelli essenziali di tutela e benessere degli animali sono tenuti ad assicurare:
  • a) la microchippatura dei cani e la contestuale iscrizione nell'anagrafe canina a nome del Comune di ritrovamento e la sterilizzazione entro il termine di sessanta giorni e, comunque, sempre prima dell'eventuale trasferimento in altro Comune avvalendosi del servizio veterinario dell'azienda sanitaria locale competente per territorio o di medici veterinari liberi professionisti convenzionati;
  • b) evitare lo stress degli animali di affezione dovuto a trasporti su lunga distanza che comunque devono essere effettuati nel rispettodel regolamento (CE) 1/2005 e del decreto legislativo 25 luglio 2007,n. 151;
  • c) il possesso da parte della struttura individuata di requisiti strutturali e condizioni di mantenimento almeno non inferiori a quelli previsti dalle leggi regionali e dei regolamenti attuativi del territorio di provenienza dei cani;
  • d) il possesso da parte della struttura individuata dell'autorizzazione sanitaria e la presenza di un medico veterinario libero professionista come responsabile sanitario;
  • e) la struttura individuata per il mantenimento dei cani, inclusi eventuali moduli contigui alla struttura, non deve avere un capacita' superiore o superare le duecento unita' di animali;
  • f) la capacita' di restituzione dell'animale al proprietario che ne faccia richiesta, prevedendo la precisa indicazione delle procedure e delle modalita' per assicurare tale restituzione;
  • g) la struttura individuata per il mantenimento dei cani, deve prevedere l'accesso alla struttura e la presenza delle associazioni riconosciute in conformita' alla vigente normativa regionale, onlus o enti morali aventi come finalita' la protezione degli animali, al fine di favorire l'adozione dei cani;
  • h) garantire attivita' che aumentino l'adottabilita' dei cani e l'apertura al pubblico della struttura almeno tre giorni a settimana, di cui uno festivo o prefestivo, per almeno quattro ore al giorno. L'orario di apertura al pubblico deve essere comunicato all'azienda sanitaria locale competente per il territorio di ritrovamento e di arrivo degli animali e deve essere esposto in modo ben visibile tramite apposita cartellonistica all'ingresso della struttura;
  • i) implementazione di ulteriori iniziative utili a incentivare l'adozione dei cani anche attraverso l'affissione presso l'albo pretorio e altri spazi pubblici o apposite pagine sul proprio sito internet.
  • 3. I Comuni in sede di bando di gara o di convenzione e di valutazione delle offerte economiche devono prevedere principi di prelazione a favore delle strutture che:
  • a) comportino minimi spostamenti degli animali preferendo ove possibile strutture sul proprio territorio provinciale o regionale;
  • b) si avvalgono di servizi prestati da associazioni riconosciute in conformita' alla vigente normativa regionale, onlus o enti morali aventi come finalita' la protezione degli animali;
  • c) siano gestite da associazioni riconosciute in conformita' alla vigente normativa regionale, onlus o enti morali aventi come finalita' la protezione degli animali.
  • 4. Il Sindaco del Comune rimane responsabile dei cani prelevati sul proprio territorio e collocati in strutture site in altri Comuni ed in altre regioni di provenienza e deve:
  • a) informare del trasferimento dei cani il servizio veterinario dell'azienda sanitaria locale competente per territorio della struttura individuata;
  • b) effettuare verifiche periodiche sullo stato di salute e benessere dei propri animali non meno di una volta l'anno;
  • c) dare comunicazione dei risultati ottenuti e dello stato di salute e benessere degli animali al Consiglio comunale anche nel Rendiconto della gestione.
  • 5. Il servizio veterinario dell'azienda sanitaria locale competente per territorio sulla struttura individuata resta comunque responsabile della vigilanza sulla struttura stessa, sulle condizioni igienico sanitarie e di benessere degli animali e sulle azioni di prevenzione e di profilassi effettuate.

Il Campidoglio per Fido: un numero verde contro gli abbandoni

martedì 4 agosto 2009

Agosto è un mese terribile per gli animali. Quelli domestici soprattutto. Ma non per il caldo, o comunque non solo: agosto è infatti il periodo in cui rischiano più di tutti di finire abbandonati in mezzo ad una strada. In Italia è una piaga che riguarda ben 750mila tra cani, gatti, uccellini, criceti, e tutti quegli animali definiti da «affezione». E se pensiamo che di questi oltre il 70% muore per denutrizione o per incidenti stradali, si comprende bene che dimensione abbia il fenomeno. Un fenomeno di inciviltà con un ampio risvolto sociale anche per gli esseri uomini però: ogni anno negli stessi incidenti stradali muoiono 200 persone.

Il Comune di Roma ha deciso di scendere in campo con la campagna «anti-abbandono», presentata ieri dall’assessore capitolino all’Ambiente, Fabio De Lillo, alla presenza di Simona Branchetti, giornalista del Tg5 e madrina della campagna; Federico Coccia, consulente tecnico dell’assessorato e Bruno Cignini, direttore dell’Uffico Tutela e Benessere degli Animali. L’iniziativa consta dell’attivazione di un numero verde (800088211, ma si può chiamare anche lo 060606) che inizialmente sarà operativo tutti i giorni dalle 10 alle 17 per poi allungare l’orario da settembre dalle 9 alle 21.

Un numero al quale chiedere ogni tipo di informazione: cosa fare in caso di smarrimento o ritrovamento di un animale; cosa fare se si viene morsi; come e dove rivolgersi per adottare un animale; dove e come trovare pensioni per animali; dog e cat sitter; allevamenti; scuole di educazion; veterinari e pronto soccorsi; ecc.. Insomma, uno «sportello sos» sempre pronto. E grazie alla collaborazione con alcune emittenti radiofoniche (Radio Dimensione Suono, Radio Dimensione Suono Due, Ram Power e Radio Radio) i cittadini potranno ascoltare degli spot che ricorderanno l’iniziativa in onda 14 volte al giorno.
La campagna «anti-abbandono» andrà avanti per tutto l’anno e «da settembre - ha tenuto a precisare l’assessore De Lillo - coinvolgeremo anche le scuole, gli animali saranno uno dei temi centrali del festival dell’ambiente. Inoltre, bisogna puntare a un ufficio adozioni all’interno del Bioparco, che con 600mila visitatori all’anno, è il terzo museo di Roma».
Un plauso all’iniziativa dell’amministrazione capitolina è arrivato dal presidente della Commissione Ambiente Andrea De Priamo (PdL). «Questa campagna - ha detto - prosegue la traccia in tema di tutela e benessere degli animali iniziata con l’approvazione della delibera comunale sulle botticelle. E del resto stiamo lavorando da tempo alla stesura di un nuovo modello di canile, modellato sull’idea di “parco canino“ dodato di strutture più adeguate a tutelare il benessere dell’animale nel periodo di permanenza nella struttura».
E a testimoniare la passione messa nell’iniziativa, il Comune capitolino ha deciso di dotarsi di una testimonial davvero d’eccezione: stiamo parlando di Giza, la cagnetta-eroe che lo scorso mese di luglio salvò da un incendio un’intera palazzina nei pressi del Pantheon. La vita che porta altra vita: la cagnetta, una meticcia di piccola taglia, venne trovata dai suoi anziani padroni sul ciglio di una strada, la adottorano subito ed ora lei li ha ripagati, abbaiando nel cuore della notte e portando fuori da sicura morte loro e tutto il vicinato. Il successo di Giza deve essere d’insegnamento e anche per questo il Comune sta già pensando alla seconda campagna che prenderà il via a Natale: adotta un animale.

FONTE: www.ilgiornale.it

Iniziativa "IO L'HO VISTO"

mercoledì 15 luglio 2009

Riparte l’iniziativa lanciata da ProntoFido.it per aiutare gli animali abbandonati nelle autostrade delle vacanze:

ISTRUZIONI PER L'USO

memorizza subito nella tua rubrica il numero:
334 105 10 30

Se vedi un animale abbandonato in autostrada, SOLO IN AUTOSTRADA, fermati alla prima area di sosta ed INVIA un SMS con i seguenti dati necessari per il ritrovamento:
  • ORA DELL'AVVISTAMENTO
  • LOCALITÀ E PROVINCIA
  • AUTOSTRADA E DIREZIONE DI MARCIA
I messaggi saranno pubblicati automaticamente sul nostro sito e da lì inoltrati subito alla sede più vicina della POLIZIA STRADALE che attiverà le necessarie operazioni di emergenza ed interesserà le strutture preposte al recupero del cane.

Maggiori dettagli saranno inviati dagli automobilisti più facile sarà intervenire e salvare gli animali!

ATTENZIONE: Non perdere mai l'attenzione alla guida!

Chiedi di inviare il messaggio a uno dei tuoi passeggeri; oppure, se sei in auto da solo, fermati alla prima area di sosta prima di inviare l'sms.

Se anche tu vuoi diventare volontario delle ronde antiabbandono scrivi una mail con i tuoi dati a: leronde@prontofido.net e sarai uno dei nostri.

Giornata nazionale della legge 281/91

giovedì 21 maggio 2009

ORA LO SAI

23 maggio 2009 - 1° Edizione dell’evento in oltre 30 città italiane
Perché questa giornata…

La Giornata Nazionale della Legge 281/91, nasce da un idea di due amici Roberta e Francesco, specificamente Francesco Perra dell’Associazione Rapid Dogs Rescue e Roberta Scabello dell’Associazione Apda, entrambi uniti dalla passione per gli animali. Ben presto si sono unite numerose Associazioni che hanno sposato l’idea e si sono mobilitate tutte per supportarla. Troppo spesso i diritti degli degli animali vengono calpestati pur essendoci una legge ormai approvata da anni che tutela la materia. Troppi cittadini non conoscono l’esistenza di questa legge, e diversi loschi personaggi approfittano di questa lacuna per poter speculare sia sulla vita di questi poveri animali sia sulle tasche delle persone oneste che ogni giorno lavorano e pagano le tasse. E’ giunto il momento che sappiano come viene usata una parte dei loro soldi e quali torture e sofferenze, molte spesso lo stesso cittadino paga in modo inconsapevole versando le proprie tasse.

E' disponibile il dossier da scaricare online, cliccare qui.

Ulteriori informazioni, e tutti i dettagli che riguardano l'evento su: Rapid Dogs Rescue

Canili lager, fino a 50 animali in una sola gabbia

lunedì 18 maggio 2009

Repubblica ­ 17 maggio 2009, pagina 5, sezione: ROMA

DA LONTANO i cani non si vedono ma si sentono abbaiare forte e quando si è vicini il rumore è insopportabile. Gli ululati si alzano come a chiedere aiuto. Ci sono lager chiamati rifugi dove gli animali sopravvivono a stento, perdono il contatto totale con l' uomo e restano impantanati in recinti di fango ed escrementi per la vita.

Dopo qualche viaggio in queste prigioni, si ha davvero chiaro che i canili, quelli propriamente chiamati lager, sono strutture fatiscenti, distanti da tutto, che i loro proprietari hanno creato per puro business. Nella periferia di Roma ci sono un paio di rifugi/lager dove è difficile anche solo riuscire ad entrare. Gli orari di apertura al pubblico sono praticamente inesistenti. Neanche ai volontari è dato più il permesso di accesso.

Il canile di Via Prenestina è gestito da una vecchia proprietaria che non lascia più che nessuno si avvicini. Gli animalisti raccontano che sono state depositate negli anni centinaia di denunce a suo carico per le irregolarità e i maltrattamenti nei confronti degli animali. Spesso, fuori di lì, si vedono manifestanti e volontari reclamare l' accesso e protestare contro le anomalie che avevano visto accadere fino a qualche tempo prima.

A via Ostiense, invece, centinaia di cani fantasma sono ancora rinchiusi in gabbie, decine in un solo box, ammucchiati uno sull' altro. Questo lager era stato posto sotto sequestro, ma poi rimesso in mano agli stessi proprietari per mancata applicazione dei decreti. Più di mille cani erano stati affidati al Comune che li aveva suddivisi in canili sanitari eppure oggi, dopo un patteggiamento, la situazione è la stessa. Centinaia di cani appartenenti a comuni del Lazio sono stati di nuovo rinchiusi in quel lager.

Rifiutati da randagi prima, dimenticati per sempre, poi. Senza pelo, tremanti, magrissimi, offrono i loro occhi per chiedere aiuto. C' è chi si nasconde dove può perché è terrorizzato dall' uomo, altri fanno a gara per ricavare spazi tra le fessure delle celle/box e supplichevoli chiedono solo di essere portarti via. Anche nella provincia di Frosinone, la tragedia che si consuma è la stessa. 1200 animali sono distribuiti in cinque canili - due dei quali sono stati posti sotto sequestro giudiziario.

Per non parlare di Latina che batte ogni record negativo. Sulla strada provinciale S. Amagno sono rinchiusi 750 cani in appena 13 recinti- secondo i dati dello scorso giugno- non sterilizzati: e la struttura è convenzionata con vari comuni.

A Rieti, dopo il rinvio a giudizio del gestore del canile Colle Aprea e del direttore sanitario della struttura per maltrattamento ed uccisione di animali, ancora oggi la Asl rifiuta di rilasciare qualunque documento ufficiale sui cani rinchiusi nel canile, i quali non sono dotati di libretto sanitario regionale né presso gli uffici della Asl né presso il canile. In questi lager l' unica presenza umana è quella di un dipendente straniero, responsabile del poco cibo che una volta al giorno viene lanciato senza alcun accorgimento nelle gabbie, dove sono presenti anche 50 cani per box.

Secondo le stime diffuse dal Ministero della Salute, relative allo scorso gennaio, solo nel Lazio esistono 13.628 cani ospitati nei canili, suddivisi tra 40 canili rifugio (che presentano le caratteristiche malsane dei lager), e 20 canili sanitari e con un numero presunto di randagi pari a 60.000.

Il Consigliere Monica Cirinnà spiega che le connivenze avvengono tra Sindaci, proprietario dei canili ed i veterinari della Asl. Questi ultimi sono obbligati, secondo la legge, a tenere la struttura sotto controllo per evitare inadempienze. "Ma questo business -continua la Cirinnà- fa parte delle ecomafie, con uno sperpero enorme del denaro pubblico. Lo scorso 1 aprile, la Regione Lazio ha finalmente nominato un nuovo direttore regionale per la sicurezza sul lavoro che ha, tra le altre competenze, anche il controllo sui servizi veterinari. Staremo a vedere."

LUDOVICA AMOROSO

FONTE: Repubblica.it

NO ai collari elettrici!

sabato 31 gennaio 2009

COLLARI ELETTRICI PER CANI: DENUNCIATE SETTE PERSONE

I piccoli strumenti davano scosse elettriche agli animali per "addestrarli"

Venezia

La Polizia Postale e delle comunicazioni di Venezia ha denunciato sette persone, eseguito quindici perquisizioni e sequestrato più di 1500 collari per cani: erano venduti come collari d’addestramento, ma in realtà erano piccoli strumenti per sevizie «a strangolo con punte», cioè predisposti anche all’irradiazione di scosse elettriche tramite telecomando.
Nell’ambito dei servizi di monitoraggio della Rete Internet i cyber investigatori di Venezia e della sezione di Treviso, anche su segnalazioni fatte da cittadini, hanno individuato una serie di negozi virtuali (e-shop) su cui erano esposti al pubblico prodotti vari tra cui particolari strumenti per l’addestramento di cani.

Gli approfondimenti sul materiale posto in vendita, svolti anche con personale specializzato del settore veterinario, hanno consentito di qualificare i prodotti come possibili strumenti di tortura, che potevano anche provocare la morte dell’animale.

FONTE: La Zampa.it

Multa di 5040 euro per maltrattamento di un daino

giovedì 22 gennaio 2009

NEWS FAUNA SELVATICA

Ufficio stampa LAV 06 4461325 – 339 1742586
21-01.2009

Costrinse un Daino a vivere in un recinto di 30mq, a Ruvo di Puglia (Bari), senza alcun riparo dalle intemperie e dal sole, in condizioni tali che l’animale, nel tempo, aveva acquisito comportamenti stereotipati, caratteristici degli animali sotto grave forma di stress e di disagio psichico. Per questo motivo il GUP del Tribunale Penale di Trani, dott.Roberto Olivieri del Castillo, ha condannato il responsabile al pagamento di 5.040 euro di multa, perché, come si legge in sentenza: “per crudeltà e senza necessità, cagionava lesioni psico-fisiche ad un esemplare di Daino maschio adulto e lo sottoponeva a comportamenti incompatibili con le sue caratteristiche eco-etologiche”, configurando così la violazione dell’art.544 ter del Codice penale.

La vicenda risale al novembre 2007, quando la LAV rappresentata dall'avvocato Domenico Caringella e con il supporto dei pareri qualificati della biologa Barbara Bartoli e del medico veterinario Marilisa Picca, denunciò alla Procura di Trani la detenzione di questo Daino in condizioni incompatibili con la sua natura: l’animale (come mostrano le fotografie allegate) era detenuto presso la masseria Ceci di Ruvo di Puglia, in un piccolissimo recinto a pianta quadrata, in evidenti condizioni di malessere e incuria. Il recinto che lo ospitava affacciava da un lato sulla strada provinciale, l'animale appariva stressato e impaurito a causa dei rumori, dei movimenti di persone e di automobili lungo la strada, e manifestava la sua agitazione correndo ossessivamente da una parte all’altra del recinto.

Plaudiamo con grande soddisfazione al positivo pronunciamento del GUP di Trani – dichiara Massimo Vitturi, responsabile del settore caccia e fauna selvatica della LAVla sentenza afferma con chiarezza che un animale non è un oggetto e il maltrattamento non si configura solamente tramite l’inflizione di patimenti fisici, ma anche causando disagio psico-fisico.”

Dai primi mesi del 2008 il Daino, grazie alla favorevole pronuncia del PM dott.ssa Manganelli, vive libero in un’area di quattro ettari presso il Centro del Corpo Forestale dello Stato della foresta Mercandante (Bari).

Andò in vacanza e lasciò morire il gatto: condannato a 3 mesi

sabato 22 novembre 2008

Roma

Tre mesi di reclusione per uccisione di animali ai sensi dell’articolo 544 bis del Codice penale: questa la condanna inflitta dal Tribunale penale di Roma a un uomo ritenuto colpevole di aver abbandonato il suo gatto chiuso nell’appartamento con il caldo torrido di agosto, senza cibo nè acqua, lasciandolo morire. Lo riferisce la Lega antivivisezione, ricordando che la vicenda risale all’estate del 2005. Il Giudice Ramazzi - si legge in una nota - ha condannato l’uomo anche a risarcire i danni in favore della Lav, costituitasi parte civile, assistita dall’avvocato Luigi Viglione, e a pagare le spese legali.

I vicini di casa, accortisi della presenza del felino per i continui miagolii, rintracciarono il proprietario chiedendo spiegazioni. L’uomo, che inizialmente aveva comunicato il suo ritorno il giorno stesso, successivamente dichiarò di essere in vacanza e di non voler rientrare per occuparsi del gatto. Quando finalmente le Forze dell’Ordine entrarono nell’appartamento, una piccola mansarda arroventata dal sole, il gatto era disteso sul pavimento ancora agonizzante, estremamente sofferente, disidratato e dimagrito. Nonostante le cure veterinarie prestate, il gatto morì la notte stessa a causa della estrema disidratazione.
«Gli animali domestici che abitano le nostre case necessitano di assistenza, acqua e cibo, spazi adeguati e affetto sincero come ogni essere vivente: la loro vita dipende da coloro che decidono di ospitarli in casa e questa scelta è un’assunzione di responsabilità, ogni giorno dell’anno: una considerazione che può sembrare ovvia, ma i frequenti casi di abbandono di animali, in casa, nell’automobile o per strada, dimostrano che il rispetto dei diritti degli animali non è ancora patrimonio di tutti - dichiara Gianluca Felicetti, presidente della Lav - Questa condanna è importante, ottenuta grazie alla riforma del Codice penale introdotta nel 2004 dalla legge 189 in materia di maltrattamenti e uccisione di animali, e ci auguriamo possa scoraggiare comportamenti tanto superficiali ma colpevoli da arrecare danno alla vita altrui».

FONTE: La Zampa.it

Abbandonano la cagnolina Multa da 1400 euro

venerdì 7 novembre 2008

06-11-08

È una sentenza esemplare quella del giudice monocratico del tribunale di Modica, Giovanna Scibilia, che ha condannato due coniugi di Ispica a 700 euro di multa ciascuno, oltre al pagamento delle spese processuali, per aver abbandonato la loro cagnolina. La denuncia è partita da Valentina Raffa, delegata provinciale dell'Organizzazione per la protezione degli animali (Oipa). A segnalare il fatto all'Oipa era stato un cittadino, che denunciava un uomo per l'abbandono di un cucciolo nei pressi di un cassonetto dei rifiuti. Sulla segnanazione appariva anche la targa dell'auto che aveva 'scaricato' per strada il cane.
Al momento del ritrovamento la cucciola era tutta ricoperta di vernice rossa: è stata quindi soccorsa, ripulita e affidata ad una famiglia che l'ha adottata. "Si tratta di una sentenza esemplare", ha sottolineato Raffa, in quanto "l'abbandono di un animale è punito dalla legge; la decisione del giudice non può che infonderci fiducia. Anche perchè l'Oipa ha registrato un incremento del fenomeno dell'abbandono e proprio in questo periodo non riusciamo più a sopperire alle inadempienze dei comuni che, morosi e creditori nei confronti dei canili, non fruiscono più del servizio di raccolta e cura dei randagi".

FONTE:
www.libero-news.it
"PENSAVO FOSSE SPAZZATURA"

La sentenza esemplare del giudice monocratico del tribunale di Modica, Giovanna Scibilia, che ha inflitto una sanzione di 1400 euro a due coniugi, rei di avere abbandonato un cagnolino, ha destato notevole scalpore e merita un approfondimento. Ne abbiamo dato notizia proprio ieri, appena si è saputo della vicenda di questi due anziani coniugi ispicesi che, una volta tanto, sono stati colti in flagrante mentre legavano il cane a un cassonetto dell’immondizia. In realtà il processo ha appurato che è stato il marito ad eseguire “l’operazione”, ma ci è andata di mezzo anche la moglie, consenziente e favoreggiante. La difesa dell’uomo, al processo, è stata esemplare tanto quanto la sentenza. Essendo in campagna a fare lavori agricoli aveva riempito di rami e foglie un sacco nero che era finito nel baule della macchina assieme alla cagnolina anch’essa, per sfortuna, nera. Davanti al cassonetto l’uomo ha fatto un po’ di confusione e ha scaricato il cane, anziché il sacco nero. Insomma, un banale errore del quale si è accorto, una volta a casa confidandolo alla moglie. Beh, ormai era la frittata era fatta, cosa potevano farci? “ Magari tornare indietro” gli ha suggerito il magistrato. Altro argomento forte della difesa, che pare intenzionata a ricorrere in appello, pare sia stato che il cane non poteva considerarsi animale domestico, in quanto era stato trovato dai coniugi il giorno prima e, per parlare di abbandono, un cane deve stare in una casa un certo numero di giorni. Certo che in Italia mancheranno molte cose fondamentali, ma la fantasia si pesta per strada.

Oscar Grazioli

FONTE: www.libero-news.it

NO! CANILI LAGER!

lunedì 13 ottobre 2008

IL CANILE DI RIETI

Il canile di Rieti non è l'unica realtà crudele italiana di questo tipo. Grazie all'operato dei volontari, la loro forza di reagire, il coraggio di dire e dare a noi tutti possibilità di sapere, vedere nei dettagli, guardate il video che hanno realizzato... il silenzio della sofferenza vale più di mille parole. Immagini dure che spero possano smuovere le coscienze di chi ha il potere di migliorare le cose e soprattutto di chi ha la responsabilità dell'accaduto.

NON ABBANDONATE I VOSTRI ANIMALI, STERILIZZATELI E NON NASCONDETE LA TESTA SOTTO LA SABBIA DAVANTI A QUESTE INGIUSTIZIE!

Ulteriori dettagli: www.enpatorino.it - www.ilcercapadrone.it
Consiglio di guardare anche le foto che trovate in questo sito: www.adozionicani.it
Visitate anche l'altro sito dei ragazzi che si occupano di questi animali sfortunati: ulminopericanidirieti


La legge contro i maltrattamenti e l'abbandono di animali

martedì 10 giugno 2008

Nel nostro Paese sono migliaia, ogni anno, i casi di maltrattamento e torture ai danni degli animali. Fino a un anno fa i responsabili di questi gravi atti non erano perseguibili per legge e l'abbandono sembrava destinato a rimanere un atto impunito. Nel luglio del 2004, invece, con la riforma del Codice penale, maltrattare gli animali è diventato un vero e proprio reato.

Con la legge 189/2004, infatti, maltrattamento, abbandono, combattimenti e doping sono puniti con pene più severe e il reato non è più estinguibile con l'oblazione, ovvero il pagamento volontario di una determinata somma, prima dell'apertura della causa. Forze dell'ordine e magistratura hanno così a disposizione un concreto ed efficace strumento di repressione del fenomeno.


Queste alcune delle normative vigenti in materia di abbandono e maltrattamento:

  • Legge n. 189 del luglio del 2004 "Disposizioni concernenti il divieto di maltrattamento degli animali, nonché dell'impiego degli stessi in combattimenti clandestini o competizioni non autorizzate"

Se avete notizie di maltrattamenti di animali fate una denuncia o segnalate il caso al commissariato di P.S. più vicino. Sul sito della Lav i facsimili di querela e denuncia (pdf 18kb).

2 agosto 2006

FONTE: www.poliziadistato.it