Codice Fiscale: 97508700586


Mese del gattino

martedì 19 ottobre 2010



L’alimentazione del gattino, il primo passo importante per la sua crescita


Il primo anno di vita del gattino si suddivide in 2 importanti fasi della crescita con specifiche esigenze nutrizionali.

Per rispondere a questa necessità Royal Canin offre un’intera linea di alimenti dedicati alla crescita del gattino. Dalla nascita ai 4 mesi, il gattino affronta un periodo di crescita intensa, ha una capacità digestiva e difese naturali ridotte. Il prodotto ideale è Babycat Milk, indicato fino ai 2 mesi di età, riproduce caratteristiche molto simili a quelle del latte materno.
Cominciano poi a crescere i primi dentini ed inizia così la transizione al cibo solido. Si può passare quindi a Babycat Instinctive 10, una tenera mousse, e con Babykat 34 invece, il gattino può provare le sue prime crocchette, con una consistenza tenera adatta ai denti da latte.

Dai 4 ai 12 mesi è possibile scegliere tra i teneri bocconcini in salsa Kitten Instinctive 12 e le crocchette Kitten 36. Entrambi si adattano alla piccola mascella in crescita.

Il gattino Persiano si distingue per la delicatezza della pelle e del pelo, ma soprattutto per il caratteristico "muso schiacciato". Un alimento specifico è Kitten Persian 32: crocchette che per la loro particolare forma e tessitura si adattano al meglio alla mascella del Persiano facilitandone la presa dalla ciotola.

Fonte "la Repubblica" del 19 /10/2010

Ansiosi, compulsivi, aggressivi Se i cani vanno dallo psichiatra


Abbiamo le stesse sindromi. I comportamenti sono più diffusi di quanto si creda. Test su nuovi farmaci aiuteranno a curare anche noi

di ELENA DUSI


FRA CANI e padroni l'intesa è al primo sguardo. Ma gli uomini e i loro migliori amici non condividono solo voglia di affetto, solitudine o ansia. Osservare il comportamento di Solo, un border collie di 11 anni arruolato in un progetto di ricerca dell'università della California, aiuta a capire il perché. Solo inizia a tremare, uggiolare e correre per rifugiarsi in un luogo protetto ogni volta che sente un tuono. I fuochi d'artificio gli provocano veri e propri attacchi di panico, simili a quelli osservabili negli uomini.

L'esperienza è stata vissuta da tanti padroni, che sorridono e rincuorano i loro amici con una dose extra di carezze. Ma lo psichiatra Steven Hamilton, docente all'università della California di San Francisco, osservando il comportamento degli animali ha pensato di studiarli per capire meglio come funzionano le malattie degli uomini. E trovare nuove vie per curarle.

Solo e gli altri esemplari arruolati nello studio vengono trattati con antidepressivi e ansiolitici. Le loro reazioni avverse o gli eventuali miglioramenti sono annotati con cura dai ricercatori. Il funzionamento dei due tipi di farmaci è infatti sovrapponibile in uomini e cani, così come le percentuali di successo del trattamento. "Le similitudini sono evidenti" commenta Hamilton in un dossier dedicato dalla rivista Nature al "nuovo miglior amico degli psichiatri". E questo è vero soprattutto per gli animali con un pedigree: la rigida selezione genetica cui sono stati sottoposti negli ultimi due secoli, da un lato, ha fatto nascere malattie sia fisiche che mentali sconosciute ai meticci, dall'altro, ha reso i genomi più omogenei, facilitando la ricerca dei frammenti di Dna legati ai vari disturbi psichici.

"I cani - spiega Guoping Feng, genetista del Massachusetts Institute of Technology - sono l'unico modello esistente in natura per studiare i disordini psichiatrici. E sono anche perfetti per essere mappati geneticamente".
Una statistica della Tufts University stima che il 40 per cento dei 77 milioni di cani statunitensi soffrano di un non meglio precisato "disturbo comportamentale". Cifre difficili da verificare, ma che bastano ad alimentare un marketing per gli psicofarmaci che coinvolge anche gli animali domestici e che dà un contributo importante ai 15 miliardi di dollari che ogni anno i proprietari Usa spendono per i loro cani.

Gli psichiatri della California hanno deciso di sfruttare le somiglianze fra uomini e animali da compagnia per fini di ricerca, forti della conoscenza del Dna dei quattro zampe e della corrispondenza che alcuni geni coinvolti nelle malattie psichiatriche hanno fra le due specie.

Cane e uomo, a livello genetico, si rispecchiano in malattie come la narcolessia (caratteristica dei dobermann), nei disturbi ossessivo-compulsivi (riscontrati nei bull terrier, pastori tedeschi, danesi e golden retriever, che a volte si mordono fianchi e zampe fino a ferirsi o inseguono la coda roteando in modo ossessivo) o nei deficit di attenzione che sono stati notati in alcuni labrador impiegati come guida per ciechi.

La decisione di affidare la ricerca ai cani - dove la diagnosi precisa di disturbi psichiatrici è ancora più difficile che negli uomini - è un sintomo di quanto stagnante sia la situazione nella cura delle malattie mentali. Un'inchiesta pubblicata da Science a luglio, intitolata "Is Pharma running out of brainy ideas?" raccoglie tutti i casi di grandi aziende farmaceutiche intenzionate a chiudere i loro laboratori per lo sviluppo di nuovi farmaci.
La GlaxoSmithKline secondo la rivista è pronta ad abbandonare i settori di analgesici e antidepressivi, mentre AstraZeneca avrebbe deciso di chiudere alcuni centri di ricerca per medicinali contro schizofrenia, disturbo bipolare, depressione e ansia.

"La realtà - spiega a Science Thomas Insel, direttore dell'Istituto nazionale per la salute mentale negli Usa - è che da anni in questo campo non ci sono farmaci o idee nuove. E quasi nulla dà speranza al settore delle malattie mentali". Spetta ora ai migliori amici dell'uomo smentire la tesi sconsolata dello psichiatra.

Fonte "la Repubblica" del 18 ottobre 2010

Ritrovare Orsa: l’amore di Rita attraversa l’Italia tre volte

lunedì 4 ottobre 2010


E’ una vicenda che commuoverà qualcuno: Orsa è una cagnolona simil-Golden Retriver, ha circa tre anni e vive con Rita, una ragazza di Roma che l’ha salvata da un brutto canile. Rita però non è una ragazza “comune”, non ha salvato solo Orsa, lei gli animali li salva quotidianamente, tutti quelli che riesce, li porta al sicuro sulla sua “Arca” anche se probabilmente ne avrà visti morire molti sotto i suoi occhi, impotente come spesso purtroppo gli animalisti sono costretti a sentirsi.

Orsa e Rita vivono assieme in casa, ma la cagnolona sembra non gradire molto la presenza dei gatti e a malincuore Rita decide di farla adottare. Una proposta concreta arriva dal Nord, precisamente da Bergamo. Orsa arriva a destinazione il primo Agosto, verso sera. Originariamente destinata ad un appartamento, la quadrupede viene portata ad Almeno San Salvatore, ai piedi della Valle Imagna, in una casa con giardino. Da qui le voci iniziano a rincorrersi, a sovrapporsi. C’è chi dice che abbia saltato la cancellata, altri che il fattaccio sia avvenuto durante una passeggiata, fatto sta che Orsa, neanche cinque giorni dopo il suo arrivo scappa dai suoi nuovi padroni.

Rita lo viene a sapere, si sente male, deve per forza andare a cercarla, ha paura per lei, che stia male, o che muoia di fame o di sete. Tra mille traversie arriva a Bergamo, il viaggio non è dei più facili, per vari fattori sui quali si è deciso di sorvolare, rovinerebbero la magia di questa storia. Rita però non riesce nell’impresa di ritrovare la sua cagnolona, resta ad Almenno un giorno intero, gira per il paese, per i boschi, per le campagne, ma niente. E’ costretta a tornare a casa, non c’è solo Orsa alla quale pensare. L’arca di Rita è un associazione impegnata all’inverosimile nel salvataggio di pelosi in difficoltà.

In ogni caso vengono stabiliti alcuni contatti con la gente del posto, residenti in paese e volontari locali. Nazzarena, uno degli “Angeli di Pasquale“, da Orsa prova ad andarci tutti i giorni, per mettergli il cibo, per chiamarla e provare ad avvicinarla, la vede anche, ma la pelosa è spaventata, di più, terrorizzata , è forse stata presa dentro di striscio da un’auto, zoppica e teme qualunque cosa si muova. Scappa sempre, anche se con il passare dei giorni diventa possibile capire all’incirca il suo percorso, che pare essere sempre quello, più o meno.

I volontari impegnati per Orsa sono molti: chi va sul posto, chi diffonde gli appelli, chi prende contatti. Passano altri giorni, ormai più di una settimana, Rita vuole fare un secondo viaggio, lo sta organizzando, ma è sempre più dura, lei tutto quello che ha lo dà agli animali e i viaggi al nord da Roma non erano certo previsti, ma per Orsa si può fare tutto, vero Rita?

Noi di NewNotizie seguiamo da vicino tutta la vicenda, andiamo a cercare Orsa e non temiamo smentite nel dire che l’intero paese di Almenno San Salvatore si è mobilitato nell’aiutare Rita e gli altri volontari in quella che stava diventando una vera e propria lotta con tro il tempo. Vengono diffuse diverse locandine in tutto il paese e nei comuni limitrofi. A dire il vero, pare che qualcuna sia pure stata strappata da mani ignote, ma è la cosiddetta eccezione, pur negativa, che conferma la regola; in pratica ogni abitante di Almenno è a conoscenza di chi sia Orsa, sa chi chiamare in caso dovesse avvistarla, diverse persone si offrono anche per metterle del cibo e provare a fare che si fidi di loro, nel tentativo di fermarla e poterla far tornare finalmente a casa.

Il secondo viaggio di Rita ha la sfortuna del primo, niente Orsa, nemmeno stavolta. Tutti la vedono in giro, e chiamano i numeri appositi, ma quando Rita giunge a Bergamo, Orsa scompare, un caso, infame, del destino. Il giorno dopo Orsa è in una delle vie dove Rita è stata a cercarla, dove l’aspettava. I testimoni raccontano che la cagnolona gira su se stessa e annusa tutta la via, ma Rita purtroppo è già tornata a Roma. Quando i volontari giungono sul posto, Orsa, un’altra volta, non c’è più. Rita sta sempre peggio, ma non si vuole arrendere.

A tre-quattro giorni dal suo ritorno a Roma, Orsa viene avvistata un’altra volta. Alla mattina segue una ragazza col suo cane, al pomeriggio se ne va per i boschi, dove trova acqua, e probabilmente anche cibo. A una certa ora, le sette di mattina, pare venga sempre alla piazza del Comune, ci andiamo anche noi e incontriamo due agenti della Forestale che su segnalazione sono venuti a cercarla, Orsa però non c’è, un’altra volta. E’ un’interminabile lotta di nervi.

Altri rinforzi arrivano dalla Rapid Dog Rescue di Milano, tre loro volontarie si “autospediscono” ad Almenno, anche loro la vedono, ma Orsa, da come corre, pare stia fin troppo bene. La realtà è leggermente differente, anche se fortunatamente la pelosa non è allo stremo, ma la notizia, nella tragicità della vicenda, risolleva un po’ il morale a Rita, che decide che questo destino debba essere preso a calci nel sedere. Ritorna a Bergamo, stremata, con la febbre, stavolta per due giorni e ancora, per quei maledetti due giorni, Orsa non si vede. E’ Lunedì sera 23 Agosto, l’indomani mattina Rita partirà per Roma e stavolta, davvero, non potrà più tornare per chissà quanto tempo.

Pare che abbia vinto il destino, ma quest’ultimo è sempre stato del tutto imprevedibile. Quella stessa sera arriva la telefonata dell’Asl, Orsa è stata accalappiata, si era rifatta vedere in piazza, Rita poche ore prima era lì . Gli adottanti di Bergamo ai quali era stata inizialmente riconsegnata, visto l’incredibile amore di Rita acconsentono a restituirgliela. Ora le due non si separeranno più.

Attraverso un comunicato, giunto in redazione, ma diffuso anche attraverso i vari social network, l’Arca di Rita ringrazia pubblicamente tutti gli abitanti di Almenno San Salvatore, indistintamente, per la fortissima collaborazione dimostrata ai fini del ritrovamento di Orsa, oltre a tutti i volontari che hanno aiutato, operativamente, virtualmente ed economicamente. Questi ultimi, sono stati davvero tanti, impossibile citarli tutti. La degna conclusione la potete vedere nella foto, datata 23 Agosto notte. Passato il terrore del randagismo, della solitudine e della fame, Orsa ha finalmente riconosicuto la sua più grande amica. In un abbraccio, tutto l’amore di Rita.

A.S.

fonte: newnotizie.it

RICKETTSIOSI

domenica 12 settembre 2010


Le zecche che colpiscono il nostro cane possono trasmettere la Rickettsiosi Le Rickettsie sono piccoli microrganismi, coccoidi o coccobacillari, con dimensioni poco maggiori dei grandi virus. Non hanno vita libera, ma sono parassiti endocellulari obbligati, caratterizzati da uno spiccato polimorfismo: possono presentarsi sia in forme isolate che in brevi catenelle. Vivono nell’intestino di artropodi ematofagi (fra cui le zecche) per i quali, generalmente, non risultano patogene. La specie umana ed altri animali, invece, possono ammalarsi in seguito alla puntura di questi insetti vettori, che costituiscono il serbatoio naturale della malattia. La loro posizione tassonomica, però, risulta ancora incerta, in quanto le loro dimensioni le rendono affini ai virus, mentre la sensibilità ad alcuni antibiotici le fanno classificare fra i batteri. La Rickettsiosi canina, causata da Rickettsia rickettsii, è una diffusa malattia infettiva, praticamente cosmopolita. In Italia, però, le zone più colpite sono la Liguria e le grandi isole, ambienti caldo-umidi assai favorevoli allo sviluppo delle zecche. Tale patologia, anche detta “Febbre Maculosa o Bottonosa delle Montagne Rocciose”, viene trasmessa al cane attraverso il morso di una zecca infetta, appartenente al genere Rhipicephalus sanguineus. Dopo una incubazione di 1-3 settimane, l’infezione può manifestarsi clinicamente in forma acuta, subclinica o cronica, ma è difficile distinguere le varie fasi sulla sola base clinica. I SEGNI CLINICI I più comuni segni clinici sono rappresentati da depressione ed anoressia, perdita di peso, mucose pallide, febbre, tendenza alle emorragie (petecchie, ecchimosi, epistassi), linfoadenopatia e splenomegalia, zoppia associata a dolore articolare. Tuttavia, la gravità della malattia sembra relativa alla sensibilità della razza, all’età ed all’immunocompetenza dell’ospite: infatti, generalmente, le infezioni croniche da Rickettsie si rivelano più gravi nel Dobermann e nel Pastore Tedesco. Diagnosi Il sistema diagnostico clinicamente più utile ed affidabile per formulare diagnosi di Rickettsiosi è rappresentato dai tests sierologici, che si basano sull’analisi della presenza di anticorpi contro Rickettsia nel siero di sangue. Fra tutti, quello dell’immunofluorescenza indiretta è il più comunemente usato. Trattamento Il primo passo comprende un’attenta valutazione clinico-patologica, al fine di riconoscere le complicazioni multiorganiche infiammatorie. Successivamente, si procede con la somministrazione di farmaci antimicrobici, quali Doxiciclina o Imidocarb. La prevenzione consiste nel tenere sotto controllo l’infestazione di zecche, utilizzando sul cane e nell’ambiente validi prodotti antiparassitari. Per maggiori informazioni : mauriziapallante@libero.it Autore: di Maurizia Pallante 
 

GATTO CORRE PER 3.000 KM E RITROVA LA SUA PADRONA

giovedì 24 giugno 2010




La sua padrona aveva traslocato, spostandosi di oltre tremila chilometri, da Gulistan, in Uzbekistan, a Liska, in Russia. Ma Karim, un gattino grigio evidentemente molto legato alla sua proprietaria, non si è rassegnato all'idea di non vederla più: si è messo in viaggio e alla fine l'ha trovata, due anni dopo. La donna, di nome Ravila, 52 anni, è tornata a casa e si è ritrovata il felino sulla porta, rimanendo decisamente sorpresa. "Sapevo che pochi giorni dopo il nostro trasloco i vicini, ai quali lo avevamo lasciato, non lo ritrovavano più - racconta Ravila - dicevano che era triste e che era fuggito, di lui non avevamo saputo più nulla. Poi un giorno sono tornata a casa e ho visto questo gatto davanti alla porta, sembrava che mi stesse aspettando. Quando l'ho preso in braccio, ho visto che era Karim". Il gatto era stato lasciato in Uzbekistan perché si pensava che non avrebbe retto un viaggio così lungo, fino alla Russia. Nonostante ciò ha attraversato tre nazioni, Uzbekistan, Kazakistan e la stessa Russia, per tornare dalla sua famiglia. "Quando siamo arrivati qui abbiamo subito telefonato ai nostri vicini per chiedere come stava Karim - dice Lev Kondratyev, 46 anni, marito di Ravila - ma loro ci dissero che era scappato, e da allora ogni giorno per settimane abbiamo sperato di avere sue notizie". Al suo arrivo, i suoi vecchi padroni non lo hanno trovato molto in forma. "Sembra che abbia usato tutte le sue nove vite per trovarci, ma alla fine ce l'ha fatta".

Fonte Leggo 24/06/2010

DUE GATTI SALVANO PADRONI DALL'INCENDIO

mercoledì 23 giugno 2010




Cucciolo e Achille non hanno potuto gridare «Al fuoco». Ma i due gatti sono riusciti comunque a dare l’a llarme e a salvare i padroni di casa. L’incendio è scoppiato la scorsa notte in un appartamento al quarto piano di uno stabile in via Murat 8. Solo per un miracolo Laura Paliaga e i figli Diana e Leonardo Babic si sono salvati. Il miracolo porta appunto i nomi di Cucciolo e Achille.
Quando hanno sentito il crepitio delle fiamme che ormai avevano anche interessato il soffitto, i gatti sono letteralmente volati sul letto in cui la padrona di casa stava dormendo. Con le unghie e con i denti hanno spostato il lenzuolo e hanno praticamente svegliato Laura Paliaga. La donna ha urlato «Al fuoco, al fuoco», prima che il denso fumo nero provocato dalla combustione entrasse nella sua gola. Poi sono arrivati i vigili dei fuoco e le ambulanze del 118. Laura Paliaga e i due figli sono stati trasportati all’o spedale per le conseguenze di un’intossicazione. Ieri mattina i ragazzi sono stati dimessi dopo essere stati sottoposti a una terapia con l’ossigeno.
Per la madre il ricovero si è protratto per qualche ora: aveva respirato una quantità maggiore di fumo. Sani e salvi anche Cucciolo e Achille. Si erano nascosti, spaventatissimi, dietro un mobile. I pompieri li hanno cercati utilizzando le torce che illuminavano le stanze. Ma i veri eroi di questa vicenda sono usciti solo quando sono rientrati i due ragazzi.
L’allarme è scattato attorno alle 3 di notte. A quell’ora tutti ovviamente stavano dormendo. All’origine dell’incendio, secondo i primi accertamenti dei vigili del fuoco, un corto circuito che sarebbe stato provocato da un phon e da una radio che erano collegati alla stessa presa in bagno. C’è stata una scintilla che ha trovato esca nel mobilio in legno e forse anche in qualche asciugamano appoggiato.
In breve l’incendio si è diffuso in tutto il bagno e poi, dopo aver intaccato il soffitto, ha interessato l’anticamera e una stanza che si trova vicino all’ingresso dell’appartamento.
Sarebbe stata una strage se i due gatti non si fossero accorti di quanto accadeva e non avessero a quel punto svegliato la padrona di casa. Infatti le fiamme avevano già fatto crollare una buona parte del soffitto dell’ingresso bloccando di fatto gli occupanti dell’a ppartamento nelle loro stanze ormai invase dal fumo.
In breve sono arrivati i vigili del fuoco. Ma per poter entrare velocemente nell’appartamento al quarto piano i pompieri hanno utilizzato l’autoscala posizionandola davanti all’ingresso principale delo stabile in via Murat.
Un’altra squadra intanto è arrrivata nell’appartamento passando attraverso le scale. Finalmente - ma non è stato facile - i pompieri sono riusciti a entrare nell’alloggio, seguiti poi da alcuni agenti della squadra volante. Hanno dovuto usare gli autorespiratori mentre la zona veniva illuminata dalle fotoelettriche. Nel frattempo molti condomini spaventati sono usciti lungo le scale.
I danni causati dall’incendio sono ingenti. Praticamente è andato distrutto l’intero appartamento. Colpito in particolare il bagno, dove il rogo si è innescato, mentre le altre stanze sono state parzialmente interessate dalle fiamme. Danneggiati in forma minore anche altri appartamenti vicini e alcune vetture che erano parcheggiate sotto lo stabile lungo via Murat.

Fonte Il Piccolo del 23/06/2010

CAVALLO ADOTTA NIDIATA DI ANATROCCOLI

lunedì 14 giugno 2010







"IL CAMPIONE E I PULCINI"

Sembra il titolo di una bellissima fiaba...

Topper, un cavallo da corsa, ha preso sotto la sua protezione 11 anatroccoli che ha visto nascere.

Infatti Lola, mamma anatra, ha deposto e covato le uova proprio nella stalla dove vive il campione.

Insieme alla sua coinquilina palmata, Topper ha fatto la guardia alle uova per un mese, finché non si sono schiuse e sono nati i pulcini che il cavallo ha protetto scacciando qualsiasi animale si avvicinasse troppo. Soprattutto volpi e cani.

"Topper adora gli anatroccoli e la loro mamma, credo che si senta un po' parte della famigliola", ha dichiarato Kim Stevens che lavora nell'allevamento di cavalli da corsa a Milland, in Inghilterra.

"Il cavallo entra ed esce dalla stalla continuamente e durante il periodo di cova la prima cosa che faceva quando rientrava era controllare l'angolo in cui c'era l'anatra, per vedere se fosse tutto a posto".

Lola si è trasferita nella stalla di Topper dopo che aveva perso la maggior parte della nidiata precedente, mangiata da una volpe.

Purtroppo tra un po' il campione, reduce dalla vittoria della British Open Indoor Cross Country, dovrà affrontare la sindrome del nido vuoto perché Lola e gli anatroccoli si trasferiranno presto in uno stagno vicino all'allevamento.

Se Topper dovesse cominciare a deprimersi, sarà necessario trovargli un'altra compagnia, probabilmente una capretta o un cagnolino.





Fonte: Metro del 27-04-2010

GATTO AUSTRALIANO CREDE DI ESSERE UNA GALLINA



Gatto ci cova!!



Bustopher, un gatto bianco e nero di quattro anni che vive in Australia, è assolutamente convinto di essere un pollo.

Quando le galline di Naomi Oliver, la padrona degli animali, depongono le uova e non le covano o non si occupano dei loro pulcini, il gatto le sostituisce.

"Non sono certa che sappia di essere un gatto", ha dichiarato Naomi, "perché non si comporta affatto come un felino.

Bustopher sta sempre nel pollaio e gioca insieme ai polli come se fosse uno di loro e non un predatore".

Mrs Oliver si è accorta dello strano comportamento di Bustopher, una volta che una gallina ha deposto alcune uova fuori dal pollaio.

"Lo stavo cercando e l'ho trovato seduto sulle uova, era chiaro che stava cercando di covarle.

Quando, tre giorni dopo, ho visto che non si muoveva dalla sua postazione, ho pensato che fosse impazzito. Ma sono certa che lui era convinto di fare la cosa giusta".

Il gatto si allontana dal pollaio solo due volte al giorno: per mangiare e schiacciare un pisolino. Poi torna a occuparsi delle galline e dei pulcini.

"E' molto protettivo nei loro confronti e si capisce che è dispiaciuto che nonostante passi tanto tempo a covare le uova, non succeda nulla. Infatti dopo tre giorni ci rinuncia, fino alla prossima volta".





Fonte: ntnews del 26-02-2010

Il magico mondo degli animali


Babychicken



Una gallina cinese vive insieme a una cagna e la aiuta ad allevare i suoi tre cuccioli appena nati.

Il padrone dei due animali, Mr Yang del villaggio di Anqian, ha dichiarato che la gallina si è trasferita nella cuccia della neo mamma subito dopo la nascita dei cagnolini.


Da allora la pennuta rimane tutto il giorno accanto alla famigliola e si allontana soltando quando la cagna allatta i figlioletti.

Yang afferma che la gallina è molto protettiva nei confronti dei piccoli e non permette che nessun estraneo si avvicini alla cuccia.

"Probabilmente si è attaccata ai cuccioli perché non ne ha di suoi. E vorrebbe prendersi cura di loro".

La cagna sembra aver accettato la presenza dell'intrusa, e non fa nulla per cacciarla. Evidentemente ha deciso di dividere la sua casa con questa strana babysitter.





Fonte: Dog Magazine del 27-01-2009

Una cagnetta ed una micetta si fanno da babysitter a vicenda





Peace and Love



Due mamme a quattro zampe, che hanno appena partorito, si prendono cura dei cuccioli a vicenda.

Le puerpere, una gatta e una cagna, vivono in Cina e sono di proprietà del signor Gao Shunhong che le ha adottate due anni fa.

"Hanno sempre vissuto fianco a fianco e sono sempre andate d'accordo. Mangiano e dormono insieme", ga dichiarato l'uomo.

Due settimane fa la gatta ha partorito due gattini, e tre giorni dopo è toccato alla cagna che ha dato alla luce sei cagnolini.

Le mamme hanno messo i cuccioli nella stessa scatola e se ne prendono cura a turno.

"Quando la cagna si allontana, la gatta si sdraia nella scatola e allatta i cuccioli a rotazione.

Lo stesso succede al contrario: quando la felina si concede un attimo di riposo, tocca alla cagna badare e nutrire i piccoli", ha aggiunto Gao Shunhong.

Se le due mamme sono nella scatola contemporaneamente, i cuccioli si mescolano e succhiano il latte indifferentemente da una o dall'altra.

E' un grande esempio di armonia e convivenza pacifica".





Fonte: Fushun Daily newspaper del 29-10-2009

DUE CANI E UN GATTO SALVATI IN UNA CASA ABBANDONATA

venerdì 11 giugno 2010




TRES AMIGOS !

Tre mesi fa un mastino, un chihuahua e un gattino sono stati ritrovati mezzi morti in una casa abbandonata e portati in salvo.


La costruzione, che si trova a Walnut Creek in California, era disabitata da mesi ma strani rumori all'interno hanno indotto i vicini a chiamare la polizia.

Quando gli agenti sono arrivati hanno trovato un chihuahua, un gattino e un mastino di 50 chili rinchiusi nel bagno. Gli animali sono sopravvissuti bevendo l'acqua del water e riscaldandosi l'un l'altro. Non mangiavano da settimane.

Gli agenti che li hanno trovati hanno dichiarato che il mastino sarebbe potuto uscire facilmente dalla finestra rotta, ma che evidentemente ha preferito rimanere con i due piccoli e non abbandonarli. Senza di lui sarebbero morti di freddo.

L'esperienza traumatica ha creato un legame speciale tra i tre sopravvissuti. Quando si sono rivisti, dopo essere stati separati per essere rimessi in sesto, erano molto emozionati.

I due cani latravano leccandosi, e il gattino si arrampicava sul mastino miagolando. I tre amici sono rimasti in un rifugio per animali abbandonati per un po' di tempo, poi il gattino e il chihuahua sono stati adottati.

Il mastino, che è stato battezzato Leonardo, non ha trovato nessuno che fosse disposto ad accogliere un cane di 50 chili. Il canile aveva già troppi ospiti e Leonardo era destinato alla strada. O peggio.

Ma l'Animal Rescue Foundation si è data da fare per dare una chance al cagnone generoso e ha reso pubblica la sua storia, attraverso radio e TV. Dopo due giorni c'era solo l'imbarazzo della scelta, le richieste di adozione erano decine.


Leonardo ha trovato una coppia con due bambini, e un pappagallo, che hanno fatto di tutto per averlo e la settimana scorsa è stato accolto nella sua nuova casa, con un grande giardino e una cuccia enorme. I padroni dei tre amici si sono messi in contatto e hanno deciso di farli incontrare almeno una volta al mese.





Fonte: San Jose Mercury News del 29-01-2010

ANIMALI ABBANDONATI: A ROMA LA SOLUZIONE

giovedì 10 giugno 2010





L’estate si avvicina ed ancora una volta si inizia ad affrontare il problema degli animali domestici abbandonati, in prevalenza cani. Purtroppo sono ancora molti coloro che, in modo approssimativo e sprovveduto, decidono di diventare “padroni” di un cane o di un gatto: Subito dopo si accorgono, senza aver debitamente valutato prima ogni aspetto, che il loro nuovo inquilino non è un soprammobile che dove lo metti sta, in attesa che si decida di giocarci un po’, ma è un essere vivente, pensante, capace di sentimenti che molti neanche immaginano o che spesso sottovalutano. È comunque un essere che ha proprie necessità, fisiologiche, comportamentali, sentimentali. È un essere che vive ogni momento del giorno e della notte, ognuno con proprie abitudini ancestrali e con proprie esigenze.

Per valutare bene questi aspetti abbiamo avuto un incontro con Vanessa Branca, ideatrice del progetto “La Città dei Cani” già approvato dal Comune di Roma che sta provvedendo (ci auguriamo con tempi non biblici) alla realizzazione delle strutture.

Dall’incontro, avvenuto presso l’attuale sede messa a disposizione dal Villa Bau Village, grazie alla sensibilità e professionalità del Presidente della struttura, Pier Paolo Azzoni, abbiamo tratto alcune indicazioni e considerazioni che ci sembra vadano nella giusta direzione per ricreare una sinergia tra umani ed animali ormai da tempo sopita od addirittura scomparsa, soprattutto nelle grandi città.

È bene precisare subito che “La città dei cani”, non è un canile, nonostante tratti, a prima vista, prevalentemente di cani, ma è la realizzazione di un progetto, in fase di realizzazione, con lapartecipazione del Comune di Roma. Il completamento dei lavori è previsto entro due anni, quando tutto diventerà operativo e finalmente avremo una struttura educativa di alta valenza sociale, una organizzazione variegata che si occupa a tutto campo non del cane, ma della più complessa relazione cane-uomo. L’animale non viene più visto come un soggetto autonomo che viene acquistato, anche se tramite l’adozione gratuita, da un “padrone”, ma viene visto come parte di un binomio costituito da uomo e cane, messi insieme nello stesso habitat (la casa) dove entrambi devono abituarsi a convivere nel reciproco rispetto delle necessità fondamentali dell’altro. Poiché in tale contesto non è certo il cane a potersi scegliere il giusto padrone, dovrà essere l’uomo a saper scegliere il giusto cane. Per fare questa scelta non ci si può basare solo sul desiderio, a volte spinto da banale vanità, ma occorre fare delle valutazioni che normalmente non si è in grado di fare, semplicemente perché non si ha l’adeguata conoscenza

Da qui inizia il lavoro della “Città dei Cani”, un lavoro che non si limita ad individuare le giuste “coppie”, ma che prosegue in una assistenza a largo raggio fornendo indicazioni, suggerimenti e soluzioni a seconda della difficoltà da affrontare, compresa la sventurata ipotesi di dover rinunciare, per qualsivoglia motivo, a quel cane prima tanto desiderato.

Ancora una volta, continuando l’intervista, ci siamo resi conto che il progetto “La città dei Cani” non si esaurisce qui, ma va oltre, affrontando altri aspetti finora mai pensati. Come detto non si parla di un canile, sebbene ben organizzato e funzionale, non si parla solo di adozioni, sebbene molti canili hanno fallito anche questo punto, ma l’idea è stata ben altra e ben più articolata: “La città dei cani” è un polo educativo dove ogni aspetto, dall’adozione alla educazione, all’addestramento, all’alimentazione, alla cura ed alla prevenzione viene trattato professionalmente. Ed ancora di più, la città dei cani è anche un punto di ritrovo dove possono incontrarsi, per passare una buona giornata, sia proprietari di cani con le loro famiglie, bambini compresi, sia coloro che cani ancora non ne hanno.

Traspare da tutto questo la mentalità di marketing di Vanessa Branca, che ha realizzato un progetto articolato e complesso che, con lo stesso marchio, andrebbe esportato ovunque ce ne sia bisogno.

Allo stato attuale, sempre in virtù di una mentalità propositiva e non attendista, nel mentre si aspetta che il Comune di Roma provveda ad eseguire i necessari lavori per la realizzazione completa del progetto, Vanessa Branca ha già dato inizio alle attività, usufruendo della disponibilità ed alta professionalità del Villa Bau Village, gestito e controllato da Pier Paolo Azzoni, Presidente del Centro. Anche qui, evidenziando che tutto è organizzato in regime di volontariato, le attività sono molteplici e sostanzialmente più articolate rispetto a quelle svolte dal consueto canile.

Nei fatti Villa Bau Village, oltre ad essere asilo per cani da anni, ha inaugurato nel 2009 uno spazio lungo il Tevere a Ponte Milvio, dove, tra l’altro, nel completamento delle attività ludiche per cani, è presente anche una specifica piscina. Al contempo ha riservato uno spazio alla “Città dei Cani”, cosicché, sistematicamente, con competenza e professionalità, si procede alle “adozioni”, secondo un preciso programma di lavoro. I successi conseguiti in questa attività rendono il progetto appetibile anche ad altri canili, almeno quelli che virtuosamente intendono cimentarsi nel complesso mondo delle adozioni, facendo si, appunto, che si formi un polo cittadino a cui tutti possono rivolgersi, ferme restando le peculiarità di ognuno.

Il personale del Villa Bau Village, inoltre, provvede, tramite educatori specializzati ed addestratori, a fornire tutte quelle indicazioni che servono per dare soluzione a qualsiasi problema; attività che non si limita al solo giorno dell’adozione, ma prosegue nel tempo, dando garanzia a chi ha un cane di trovare una corretta risposta ed una assistenza gratuita e professionale.

Segnaliamo anche che, per qualsiasi informazione riferibile ai nostri cani (e non solo cani), è possibile rivolgersi allo specifico “Sportello tutela diritti degli animali” all’indirizzo e-mail sos@villabauvillage.it o telefonare al numero 06/3296764 (tel/fax). Tale servizio è stato encomiabilmente attivato dal XX Municipio del Comune di Roma.

Maurizio Lintozzi
Fonte: tiberiade.it del 09-06-10

Bassethound allatta cucciolata di gattini




Jezebelle e i sette mici





Un'assistente veterinaria ha salvato sette cuccioli di gatto che sono stati adottati dalla sua Bassethoud Jezebelle.

Elizabeth May, che lavora in una società che si prende cura degli animali, ha portato a casa dal lavoro i gattini di una settimana.

Era la seconda cucciolata per mamma gatta e i padroni hanno detto a Elizabeth che la loro micia non era in grado di occuparsi di altri sette cuccioli, oltre ai primi quattro.

La donna ha deciso di tenerli fin quando non saranno svezzati e poi trovare alcune famiglie che li adottino.

Così ha cominciato ad allattarli col biberon, ma dopo due giorni è successa una cosa strana. Jezebelle, la sua bassethound che non aveva mostrato alcun interesse per i gattini, si è avvicinata a loro molto cautamente.


Li ha annusati e si è buttata per terra, a zampe all'aria, in una posa chiaramente sottomessa, per mostrare che non voleva fare loro del male.


Ha cominciato a leccarli e i piccoli si sono istintivamente attaccati alle sue mammelle.

"Jezebelle non ha mai avuto cuccioli, ha dichiarato Elizabeth, "ma ha un istinto materno molto sviluppato. La cosa veramente strana è che abbia latte.

Ormai vive con loro, li pulisce ed è molto protettiva. L'altro giorno ho liberato il mio canarino che dopo avere svolazzato un po' per la stanza, è atterrato nella cuccia dove c'era Jezebelle con i gattini.



Sono dovuta correre a salvarlo perché lei, che di solito gli permette di posarsi sulla sua testa, lo stava per mangiare! Solo io posso avvicinarmi ai suoi gattini, nessun altro".





Fonte: The Dominion Post 27/01/2010

CRONACA - ARGENTINA: UN CANE ADOTTA UN BIMBO ABBANDONATO ALLA NASCITA E LO SALVA, PAESE COMMOSSO







Un cane ha riscaldato col proprio corpo un bimbo, abbandonato alla nascita da una ragazza madre in un sobborgo di Buenos Aires, salvandolalo da una morte che, altrimenti, sarebbe stata certa. La storia di China (riportata dal quotidiano argentino Clarìn), questo il nome della cagnetta di 8 anni d’età che si è presa cura del neonato, ha toccato il cuore degli argentini, commuovendo l’intero Paese.
Il bebè, nato prematuro da una ragazza di 14 anni, era stato deposto e abbandonato in mezzo ai rifiuti nei pressi di una baraccopoli che sorge alle porte della capitale. Il cane, attirato dal pianto del piccolo, l’ha soccorso, prelevato tenendolo stretto tra i denti e condotto al sicuro nella sua cuccia, distante circa 50 metri. China, ha quindi fatto spazio al bambino, deponendolo insieme alla sua cucciolata.
Trascorsa la notte, il padrone del cane ha sentito le grida e il pianto del bambino, scoprendo che, incredibilmente, insieme ai figli di “China” c’era anche un cucciolo di uomo.
La polizia, giunta sul posto dopo la chiamata del padrone della cagnetta, ha fatto sapere che il bimbo, al momento del ritrovamente, aveva soltanto alcune lievi escorazioni ma nessun segno di morso da parte dell’animale. Il piccolo è stato affidato ai servizi sociali, in attesa di prendere una decisione sul suo futuro.

Fonte del 28-08-2008
(fonte reset.italia.net)

(fonte Adnkronos e Clarin.com)

SMS ANCHE ANONIMO PER CHI MALTRATTA GLI ANIMALI !!! INVIA AL NUMERO 348 7611439

lunedì 7 giugno 2010





VA MESSO ANIMALE TIPO DI MALTRATTAMENTO E INDIRIZZO!!L'AIDA POI PROVVEDERA' ALL'INVIO ALLE FORZE DI POLIZIA


Fonte: Il Giornale del 07-06-2010

Vivisezione al Niguarda, animalisti in rivolta

venerdì 4 giugno 2010



Sui social network petizione per evitare le operazioni in laparoscopia sugli animali vivi.





L’ospedale Niguarda di Milano, in collaborazione con l'Aims Academy, ha iniziato ieri una conferenza internazionale in cui si parlerà di chirurgia laparoscopica avanzata. Ma non è una semplice conferenza. Già perché nella brochure dell’evento è stato specificato che gli interventi dimostrativi saranno realizzzati dal vivo con sessioni pratiche sugli animali vivi.

Si è così scatenata così una lotta contro il tempo per fermare questa mattanza. Protagonista ancora una volta il social network Facebook. In una nota diffusa tra gli utenti si legge che tutti sono invitati a inviare una mail (e viene indicato il testo da copiare), con cui si chiede la sospensione immediata degli esperimenti sugli animali. La mail è indirizzata ad AIMS Academy, alla Direzione Sanitaria Ospedale Niguarda, all'Assessore alla Sanità Regione Lombardia e infine al Presidente alla Sanità.

Questo viene fatto sulla base di tre motivazioni importanti: il primo è che il decreto legislativo 116/1992 prevede un'autorizzazione specifica e recita "In deroga all'art. 3, comma 1, il Ministro della sanità autorizza gli esperimenti a semplice scopo didattico soltanto in caso di inderogabile necessità e non sia possibile ricorrere ad altri sistemi dimostrativi" e tale "inderogabile necessità" non esiste, in quanto esistono metodi alternativi senza uso di animali. In secondo luogo già la Regione Toscana e il Piemonte hanno dichiarato che corsi di quel genere non si possono tenere all’interno della regione e infine viene sottolineato come sia “vergognoso che anche le poche regole che normano la sperimentazione animale vengano disattese in modo così grossolano”.

In molti hanno già risposto all’appello ma c’è ancora molto da lavorare per salvaguardare gli amici a quattro zampe.


Fonte Libero-news.it del 03-06-2010

Prima missione della task force Martini: sequestrato il canile di Marigliano

sabato 29 maggio 2010



Si è svolta oggi la prima ispezione della task force targata Ministero della Salute ed istituita dal Sottosegretario con delega al benessere animale Francesca Martini. Parte della “squadra d’assalto”, in tutto composta da dieci medici veterinari e quattro responsabili amministrativo legali ha compiuto in queste ore un’ispezione al canile di Marigliano ( Napoli), rinvenendo una situazione non certo idlliaca. Il canile in questione, pare gestito da un’associazione locale e convenzionato con diversi Comuni limitrofi, aveva il compito di recuperare gli animali vaganti sul territorio di sua competenza e fornire loro cibo e cure.

A quanto è possibile leggere dal comunicato stampa pubblicato dal Ministero e consultabile sul sito di riferimento, diverse strutture sono state coinvolte nell’operazione, denominata “cimitero infelix“: Innanzitutto, La Coordinatrice, D.ssa Rosalba Matassa e il suo collega il Dr. Raffaele Frontoso. Per il Corpo Forestale dello Stato (CFS) i Comandi delle Stazioni di Marigliano e di Roccarainola, il Nucleo Investigativo per i Reati in Danno agli Animali (N.I.R.D.A.) ed il N.I.P.A.F. del Comando Provinciale di Napoli, con la collaborazione dell’A.S.L locale.

286 in tutto i cani presenti nella struttura, che date le scarse condizioni igieniche e di salute degli animali, molti infatti sono stati trovati malati, è stata preventivamente sequestrata. All’interno di una gabbia anche un cane deceduto. Il tutto, purtroppo tristemente condìto da pessime condizioni di vita degli animali, sporchi, come le loro ciotole per cibo e acqua, pare presenti in numero non idoneo a soddisfare l’esigenza di sostentamento per tutti i cani. Maschi e femmine erano poi lasciati liberi di accoppiarsi, alcuni esemplari femmina sono infatti stati trovati in condizioni di avanzata gravidanza. Meglio non esprimersi sullo scampato destino di quei futuri cuccioli. La gestione del canile è ora stata affidata all’A.S.L di competenza, questa volta sotto la vigilanza del Corpo Forestale dello Stato e la supervisione Del Ministero della Salute.

Questa la dichiarazione del Sottosegretario Martini sulla vicenda ( e non solo):“Mai più canili lager. La Task Force che ho voluto istituire al Ministero per la lotta al randagismo e ai canili lager e per la tutela degli animali di affezione è già capillarmente attiva sul territorio nazionale con i suoi medici veterinari e continuerà a monitorare tutte le situazioni di maltrattamento segnalate dalle associazioni di protezione animale e dai cittadini. Sarà una spina nel fianco per tutti coloro che non applicano le norme vigenti in materia di tutela della salute e del benessere animale. Con l’operazione Cimitero Infelix, condotta a Marigliano in collaborazione con il Corpo Forestale dello Stato, abbiamo dato il via alla rete di collegamento delle autorità competenti per prevenire e risolvere gli episodi di maltrattamento degli animali. Oltre all’ispezione nel canile di Marigliano la Task Force in questa settimana ha effettuato anche un sopralluogo presso il canile comunale di Matera dove sono ospitati i cani che i Carabinieri dei Nas hanno sequestrato nei cosiddetti “sassi”, grotte dove erano rinchiusi in precarie condizioni igienico sanitarie e di salute”.

Particolare estremamente inquietante dell’operazione “cimitero infelix” è quello del rinvenimento, oltre al cadavere dell’animale morto, anche di diverse carcasse seppellite alle quali pare sia stato praticato un taglio all’alteza del dorso e della scapola. Sconosciuti i motivi, anche se qualche ipotesi non sarebbe così difficile da costruire. Le suddette carcasse erano altresì senza microchip identificativo, obbligatorio per legge.

A.S.

Fonte : Newnotizie.it del 28-05-10

MEZZ'ORA NELLA LAVATRICE: GATTINA SOPRAVVIVE

giovedì 27 maggio 2010




Una gattina di quattro mesi a Sydney ha usato in una sola volta le sue nove vite, quando è sopravvissuta ad un ciclo di 30 minuti in una lavatrice con centrifuga, riemergendo stordita e fradicia, ma sostanzialmente illesa. A quanto riferisce oggi il Cumberland Courier, la signora Lindsay Rogers aveva caricato la lavatrice in una lavanderia automatica e mentre voltava le spalle la sua micia persiana di nome Kimba si è infilata nello sportello per raggomitolarsi in mezzo ai panni sporchi. La donna ha poi chiuso lo sportello e avviato la lavatrice senza rendersi conto che Kimba era dentro. «Avevo messo dentro i panni e il detersivo e avviato il ciclo di 30 minuti, fortunatamente a freddo», ha detto la Rogers al quotidiano. «Quando ho riaperto lo sportello ho sentito un miagolio e ho visto la sua testa uscire. Non credevamo ai nostri occhi quando è riemersa, sembrava un topo annegato... la centrifuga alla fine del ciclo gira davvero veloce e non potevamo credere che fosse ancora viva». Lindsey ha portato di corsa la micia dal veterinario, che le ha curato gli occhi infiammati dal detersivo e le ha applicato una flebo. Dopo un paio d'ore Kimba è stata dichiarata in condizioni stabili e ha cominciato a fare «le fusa come un motorino».


Fonte: Leggo del 27-05-10

Casper, il gatto sull'autobus tutti i giorni si fa un giro sul "3"



Da quattro anni l'appuntamento fisso del felino con il pullman che passa sotto casa. Un lungo giro, poi il rientro. E' diventato la mascotte della "First Bus"

OGNI giorno, alla stessa ora, Casper prende l'autobus che passa sotto casa e si fa un giro di un'oretta buona. Poi rientra e si stende al sole. Casper, se fosse un uomo, sarebbe un anziano pensionato di un 70/80 anni. Essendo un gatto, un gatto londinese bianco e nero di origine siberiana, per la precisione, di anni ne ha 12, ma i suoi comportamenti sono molto umani

Pochi animali, infatti, possono vantare la stessa puntualità e lo stesso senso dell'orientamento del felino che non sbaglia mai. Ogni giorno sale sul pullman di linea n.3 alla fermata davanti casa, a Plymouth nella contea di Devon, e resta a bordo fino al capolinea. La sua storia, oggi, è su molti giornali inglesi.

Il rituale è sempre lo stesso, alle 10:55 sale, si guarda in giro in cerca di un posto libero, e poi si accomoda in uno dei posti in fondo. Tiene compagnia all'autista del 3 per tutto il tragitto che percorre il porto, la base navale, il centro cittadino, i sobborghi di periferia e il quartiere a luci rosse. Dopo un ora, al termine del giro di 18 km, scende alla solita fermata per tornare a casa.

Casper, ormai è diventata la mascotte della "First Bus", la compagnia di trasporti locale, tanto che ogni autista ha ricevuto l'imperativo di tenere d'occhio il gatto per accertarsi che scenda alla fermata giusta. Un ordine superfluo, Casper sa il fatto suo. Anche se, ultimamente, qualche volta l'età si fa sentire e Casper si dimentica di scendere alla "sua" fermata. Così l'autista deve ricordargli che è arrivato e aiutarlo a scendere, esattamente come si farebbe con un pensionato un po' smemorato.

Susan Finden, proprietaria del felino, solo ora ha capito dove spariva il suo Casper: "Ad un certo punto, per qualche ora non lo vedevo più, ma non ho mai capito dove andasse. L'ho chiamato Casper, come il fantasma dei cartoni animati, proprio perché aveva l'abitudine di sparire. Ma poi qualche autista mi ha raccontato che prendeva l'autobus".

Susan pensa che sia iniziato tutto per spirito di emulazione: "Anch'io prendevo l'autobus un tempo, così probabilmente mi ha visto che lo facevo e ha voluto imitarmi. E' abbastanza veloce per la sua età, quindi salta semplicemente a bordo prima che chiudano le porte" inoltre Casper ama stare in mezzo alle persone.

Uno dei conducenti del n.3, intervistato dal Daily Telegraph, ha rivelato nuovi particolati sulle abitudini del gatto viaggiatore: "Qualche volta si struscia fra le gambe dei passeggeri, ma non ha mai causato problemi".

Gli anni passano anche per il bel siberiano e, quindi, l'azienda "First Bus" ha affisso un avviso ad hoc che chiede ai dipendenti di prendersi cura dei "passeggeri non paganti".

di GIUDITTA MOSCA
Fonte La Repubblica del 01-08-09

Guaisce due giorni sull'Arno per chiamare i soccorsi e salva il suo cucciolo

FIRENZE (20 maggio) - Cuore di mamma. Anzi, cuore di bassotta. Ha abbaiato e guaito per due giorni, fino a che un passante non si è accorto che mamma bassotta stava chiedendo aiuto perchè il suo cucciolo era rimasto intrappolato nell'Arno e ha chiamto i soccorsi. Alla fine, la costanza di una femmina di bassotto tedesco è stata premiata: i sommozzatori dei vigili del fuoco sono riusciti a liberare il cagnolino, al termine di un laborioso intervento durato più di un'ora. È successo stamani, nei pressi della pescaia dell'Isolotto, a Firenze.


Il cucciolo di bassotto era rimasto impriogionato in un buco tra alcuni massi e un groviglio di filo di ferro e, nonostante l'acqua bassa, era in serio pericolo di vita a causa della prolungata permanenza nel fiume.

I vigili del fuoco, intervenuti con una squadra di sommozzatori, hanno lavorato per circa un'ora con un martello e un piede di porco: per tutta la durata dell' intervento la cagnetta è rimasta sul greto del fiume, in attesa. Al termine dell'intervento, mamma e cucciolo, che erano entrambi privi della medaglietta di riconoscimento, sono stati affidati al personale della Asl, in attesa che venga identificato il proprietario.

Fonte : Il Messaggero 20-05-10